Ascoltando Bob Dylan in Mississipi

8 Dic

La sua voce
così vecchia
così roca
quel vetro
terrificante
della sua gola –
che meraviglia

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Pensando a come deve essere vivere in città

2 Dic

Pensando a come deve essere vivere in città, proprio nel centro della città, mi domandavo se davvero mi piacerebbe come penso a volte o se invece tutta quella gente che va e viene e non si /ti guarda in faccia mentre cammini, che non incontri uno sguardo neanche a pagarlo oro, insomma pensando in un secondo a tutto questo, mi è venuta in mente, non so perché una ragazza che ho visto tempo fa su un autobus, l’unica persona che mi ha colpito, fulminato quasi di tutta la gente che c’era su quell’autobus. Aveva una bottiglietta d’acqua in mano e ogni tanto ne beveva un sorso anche se era inverno. Aveva capelli abbastanza lunghi, biondi ma tipo meshes di qualche mese, scomposti, come li avesse lavati e poi asciugati così com’erano, come la mia amica che ho visto ieri e che era appena stata in piscina e li aveva asciugati come viene viene. Ecco quella ragazza dell’autobus aveva capelli un po’ punghi come viene viene, mossi e un po’ ricci qua e là. Per me erano bellissimi e anche lei lo era, eppure non è che la gente sull’autobus la guardasse, doveva apparire come una ragazza carina qualunque. Per me invece fu dal primo sguardo speciale, una ragazza speciale. Quando l’autobus si è fermato in pieno centro siamo scese tutte e due e l’ho seguita anche se lei camminava molto veloce. Poi si è fermata ai tavolini di un bar molto grande. Mi sono fermata a guardarla di là da una lastra di plexiglass che ci separava. Aveva un viso tondo, gli occhi marroni. Mi ricordava una tipa che conoscevo tanti anni fa. Avrei voluto andare al di là di quella parete e interrompere la sua conversazione con le persone che stava incontrando al tavolino di quel bar per dirle: mi racconti la tua storia che così dopo la scrivo?, sono sicura che è una storia speciale come speciale sei tu. Inventarla ora non so farla. Mi verrebbe una storia banale tipo studentessa che nel tardo pomeriggio incontra gli amici e dopo che fa? Va a un cinema?

Improvvisazione davanti al quadro di Courbet La sorgente o bagnante alla fonte 1868

28 Nov

Oggi diremmo grossa
di fianchi –
nuda
giovane
il viso da bambina
ma me la immagino
mangiare abbondantemente
in osterie e ristoranti
di quel mitico tempo
insieme ad artisti e ammiratori.

Improvvisazione davanti al quadro di Courbet Bassa marea a Trouville 1865

21 Nov

Un cielo impressionistico
non reale
alla Pollock

Alla Mostra di Courbet ( settembre 2018 Palazzo dei Diamanti di Ferrata) – Improvvisazione davanti a l quadro: I levrieri del Conte di Choiseul 1866

18 Nov

Vivi
che sono morti
neanche le ossa –
però
lo sguardo vacuo del più chiaro
carezzevole sguardo
non ossequioso
verso il padrone –
l’altro, lo scuro
annusa l’aria salmastra
una zampa alzata
come volesse
andare
verso quell’odore
forse di pesce
abbandonato
sulla riva –
dietro un mare
rosa e azzurro
impressionistico

A cosa mi fa pensare il libro di Sam Shepard “Quello di dentro”

2 Nov

Libro frammentario, che parla di sé
quello di dentro appunto
che si rispecchia in quello di fuori
fatto di poche cose
magari grandi
come il deserto
o il vento –
poche persone
un padre che mai si vede
le ragazze
e i loro dialoghi surreali –
quello di dentro è un gran rifugio
dall’incomprensibile quello di fuori-
frammenti di scrittura
mi piace questo modo –
capitoli che si collegano gli uni agli altri
ma anche no
scene
schizzi lunghi e corti –
più che la descrizione del deserto
degli animali
del freddo e del vento
mi hanno stupito le donne –
hanno un loro modo
libero, dinoccolato
assurdo e simbolico
di parlare –
chi le ascolta non capisce
chiede cosa? Perché?
Non capisce

Improvvisazione su due oggetti simili

28 Ott

Portavano a tracolla delle ceste aperte
ci tenevano soldi
quaderni
ci andavano in giro –
non si curavano
che potessero derubarle –
non è mai accaduto

Lei venne a trovarmi come al solito vestita di tutto punto –
elegantemente, con il suo prezioso anello al dito medio della mano destra –
portava un buffo cestino aperto a mo’ di borsa –
ne andava fiera
lo portava come fosse una regina –
come tutto in lei, del resto

Traduco Canzoni.

Portiamo parole straniere ad orecchie italiane. Un album per ogni post. Qualsiasi genere, anche quelli che non vi piacciono. Tradotti bene eh, mica con Google Translate. Per cercarle c'è un bel link là sopra, che qua non mi fa mettere una ceppa.

Antonio Russo De Vivo

Editor & Consulente editoriale.

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