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Improvvisazione su Lungo il portico in lontananza

18 Nov

Lungo il portico in lontananza corre un cane nero –
portico di Bologna illuminato da luce artificiale
è un cane piccolissimo da tanto che è lontano –
prendo al laccio un palloncino rosa piccolo anche lui
il filo è lungo arriva al cielo
e anche oltre
e allora non lo vedo
si è rotto, è scoppiato
non esiste più –
esistere è pensare, camminare
e avere in corpo un po’ di gioia
a me la dà bere il caffè
che non so perché ho cominciato ad adorare
forse perché è una cosa amara e nera
che ha bisogno di un’altra cosa per poter essere bevuta –
godo quando mi permetto una mezza tazzina di caffè caldo
ma perfino freddo
se dal mattino è avanzato
e non lo riscaldo
perché riscaldato il caffè fa schifo.

In autobus

4 Mag

Fuori dal finestrino
l’indifferenza
del mio sguardo sul mondo –
poi
l’occhio cade
spontaneamente
(spontaneamente è importante)
in alto
verso le foglioline
d’un albero
da poco nate –
nel loro splendore
ai raggi scarsi di sole
ho visto
sentito
qualcosa –
che mi ha detto 
fuggevolmente:
oltre questo
c’è altro
oltre, dietro
in alto
qualcosa di santo

Bologna

16 Mar

Tornata a casa la sera ripenso al pomeriggio passato a Bologna. Mi vedo in Piazza Maggiore, la facciata di marmo rosa e bianco piena di luce la gente sdraiata seduta sul crescentone accanto ai i tavolini all’aperto con le sedie nere pieni di  persone, non sembrano turisti ma gente uscita di casa per andare in centro non a fare la spesa come di mattina ma a zonzo o a prendere il sole e la piazza e San Petronio. Seduti su quelle sedie nere c’è un sacco di gente, coppie, amiche anzianotte, a un tavolo una donna dai capelli rossi sola, si guarda intorno per me non si diverte, divago pensando si sente sola è uscita di casa per sentirsi meno sola ma invece magari aspetta l’amica o il moroso e sono io che proietto ovunque su chiunque il mio pessimismo.
Sono venuta apposta in città dalla campagna per farmi un giro, sala borsa, libri, gente sulle poltrone. Al bar della grande biblioteca anche lì gente. Strano mi sembra non abitando più in città che la gente esca solo per vedere altra gente, stare in mezzo alla gente. Qui dove sto io c’è solo la campagna. Guardavo in città le persone camminare sui marciapiedi mentre in autobus tornavo alla macchia e mi sembrava una cosa strana anche quella. In paese si va al bar per andare al bar ci si siede ai tavolini ma non c’è gente da guardare si sta ai tavolini e basta. Qui in città nella bella Piazza Maggiore si sta ai tavolini per guardare oltre i tavolini, magari parlando con amici lì con te ma intanto guardi oltre, il marmo, la gente seduta sui gradini di San Petronio, i ragazzi sdraiati sul crescentone.

Improvvisazione ascoltando Concerto Rotondo di Giovanni Sollima

5 Dic

locandina

E c’è l’Oriente
la Persia
l’ Asia –
sottili veli viola –
ma poi arriva Parigi
Pigalle
strade di pioggia
nera
gente, facce –
questo è il bello che stordisce
se chiudi gli occhi parti
neanche fosse l’LSD –
intorno a lui si sparge
come un fumo –
ora è il Western
il deserto
e la polvere calda
arancione –
improvvisa?
spero di sì
come fosse un’arpa

In città

26 Mag

crepenelle crepe

Convenzionali

Vediamo un po'...

Paolo Ferrucci

Analyst and Writer

libroguerriero

se non brucia un po'... che libro è?

Traduco Canzoni.

Portiamo parole straniere ad orecchie italiane. Un album per ogni post. Qualsiasi genere, anche quelli che non vi piacciono. Tradotti bene eh, mica con Google Translate. Per cercarle c'è un bel link là sopra, che qua non mi fa mettere una ceppa.

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Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

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