Archivio | marzo, 2013

Cosa siamo

29 Mar

Siamo gocce d’acqua
che cadono da rami troppo sottili –
la terra se le prende –
il tempo di un sospiro

La goccia

24 Mar

La piccola goccia tremula
sul ramo sottile –
riflette un mondo tondo, chiuso, chiaro –
se cade muore
se la prende la terra –
l’ultimo fiato

L’altare buddista

23 Mar

Tanti piccoli oggetti
sull’altare di legno –
nostri doni
nostre speranze

Il tempo della lentezza

14 Mar

Il dolore
è il tempo della lentezza –
si respira
si contano i passi
si sincronizzano con il respiro –
si guarda
si guardano i campi
si guarda il cielo
i loro colori
e come cambiano –
si contempla
non c’è sforzo –
nella mente
non c’è la solita folla di pensieri
tutto lo spazio
se lo prende il dolore
e quei piccoli ricordi
che rendono così presente
l’assenza

Cielo e prati

13 Mar

C’è il cielo di tanti colori
si specchia nei prati a strisce
di verdi diversi –
ciuffi di cipollina
fiori di campo viola
e le margherite dallo stelo corto –
c’è il solito cinguettio
che si rinnova ogni anno
e ti fa alzare gli occhi
come fosse l’angelica
voce del cielo

Occhi

12 Mar

Gli occhi hanno un campo stretto –
il verde dell’erba
il grigio del cielo

Capire Kerouac

10 Mar

Per capire il Kerouac di Sulla strada
bisogna non solo aver sofferto nella propria vita –
bisogna averne consapevolezza –
ovvero senza un pò di umana compassione
Kerouac non si capisce –
molti lo leggono con la loro parte razionale
che giudica, divide, discrimina –
invece come Dostoevskij
Kerouac va letto col cuore

Le dinamiche di gruppo

7 Mar

Le trovo autodistruttive –
vorrei non fosse così
ma lo è sempre stato per me
ovunque e con chiunque –
deve essere una mia rigidità mentale
alla quale non so rinunciare –
le dinamiche di gruppo
le persone dei gruppi –
starle a sentire
seguirle
mi ha fatto perdere anni –
trovo inconciliante
ascoltare sia il proprio cuore
che le parole altrui –
l’ascolto del cuore ha bisogno
di silenzio

Una cosa che accade

4 Mar

Una cosa che accade
quando si soffre
è che si diventa sinceri –
se non lo si era “prima” –
e molto più sinceri
se si pensava di esserlo
già abbastanza

Guardando l’acqua gorgogliante di un piccolo rivo assolato

1 Mar

Per anni
e per decenni
ho creduto alle favole
e/o agli incubi
che mi raccontavo –
erano pieni
di principi
e guru salvifici
oppure di traditori
e mascalzoni –
ma se si impara
a guardare nel profondo
del proprio cuore
lasciando
che la sofferenza
affiori quando c’è
o sparisca –
per quei miracoli della mente
che a volte inspiegabilmente accadono –
si crede meno
alle favole e agli incubi –
a volte riesco perfino
a guardare la realtà così com’è –
ma farlo è più difficile
che ascoltarlo spiegato a parole

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