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Strade di città

23 Mar

Capelli rasta
belli, lunghi, neri
viso di ragazzo-bimbo
cubano, colombiano
comunque latino –
ma ha due seni piccoli
sotto la maglietta di ragazzina –
niente borsa, zainetto
solo un telefonino in una mano
e uno sguardo che vaga
senza guardare nessuno –
mi ricorda la Schneider di Ultimo Tango –
quanto sei bella
vorrei dirle –
lei non se ne cura
la sua è la bellezza più luminosa
quella inconsapevole di sè –
poi scende dall’autobus
vorrei andarle dietro
fermarla
parlarle
chederle -per scriverla-
di raccontarmi la sua storia
***
Poi la ragazza
seduta sotto il portico
ad un tavolo del Mc Donald’s –
non sembra lì per mangiare
non sembra lì per bere –
sembra lì per stare lì
immobile
rilassata anche –
immobile sta lì
magari da ore
per altre ore –
è un modo di vivere che conosco
per questo l’ho riconosciuta questa ragazza
andavo alle feste
perché bisognava andarci
battezzavo un angolo
e lì rimanevo
presa da un’immobilità del corpo
comandata
dalla mia, di allora,
immobilità dell’anima
***
Poi ho visto uno –
capelli lunghi neri
lucidi
ho pensato
appena lavati –
l’aria del faccio niente
ilgolfino
tenuto da una mano
l’andatura
del vivo in periferia
mi sono appena alzato
e ora vado in centro
***
Poi una donna –
capelli neri tinti
magliettina nera sottile
attillata –
un viso che un tempo
doveva essere stato un bel musino –
molto anziana –
mi ha ricordato il “Gatto nero”,
da giovani ci andavamo
a sfottere i vecchi
che ballavano il liscio

Seggiano -Monte Amiata – Memoriale per il poeta Jim Koller ( 1936 – 2014 ) Agosto 2016

29 Set

foto-jim

 

1-

Petali sull’erba secca

rossi – lacrime

oppure baci

2-

Abbiamo camminato

nel bosco ventoso

per ricordarti

per ricordarci

di te

ovvero di noi

3-

E poi ci siamo fermati

in quattro punti

che erano te

quello che sei tu

quello che siamo noi

4-

Abbiamo letto le tue poesie

così belle

inarrivabili

per un comune sentire

5-

Camminando

il mio petto era gonfio

di qualcosa –

qualcosa pesava

sul cuore –

eravate voi, Jim e P.

6-

Ho raccolto oggetti ricordo

trovati nei quattro punti –

è stato bello e profondo

raccoglierli –

ora non più

7-

Ho sentito

vicinanza di persone –

era tanto

che non era così per me –

non c’erano ostacoli,

fraintendimenti

rabbia –

poi abbiamo mangiato insieme

chi una cosa chi l’altra

e bevuto buon vino

e grappa in tuo onore

Anche se ti senti sabbia

23 Mar

Anche se ti senti sabbia
la sabbia non esiste –
è roccia
che si è frantumata
spezzata dal vento
dall’acqua
dalle tempeste
e dagli anni –
la sabbia non esiste
e non ti puoi sentire sabbia
sei roccia corrosa dal tempo

C’è

2 Ott

C’è l’universo
e c’è il cielo
che chissà quanto è profondo –
c’è la foglia che insieme ad un’altra
suona piano nel vento

c’è una mano che scrive
un’altra che raccoglie carta e plastica –
c’è lo sguardo
verso questo cielo d’autunno –
c’è quest’autunno
ha colori caldi
li ho tutti in casa
zucca, cachi, mele
che si maturano –
c’è questo colore dell’autunno
che non è quello delle rose
non è quello dellle margherite
dei fiori di campo dell’estate –
l’autunno
ha questo colore caldo
giallo – arancione
come a volte è il fuoco

Scritto verso il tramonto ancora pieno di luce e di foglie graziosamente mosse dal vento

25 Apr

Guardando le foglie
mosse dal vento

ho pensato:
per tutto il giorno
ho avuto rapporti
Con la cosiddetta realtà
terra, piante, acqua
animali, persone –
dico cosiddetta
perché in questo momento
ora proprio ora
per me la realtà
è qualcosa di sfuggente
che c’è
ma anche no

Remo Bassini

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