Tag Archives: beat generation

John Gian, Tensioni, ‘round midnight edizioni

15 Giu

La casa editrice ‘round midnight ha da poco dato alle stampe un libro di poesie di John Gian dal titolo “Tensioni”. Di se stesso il poeta dice poche scarne parole nel suo sito http://www.johngian.it/bio/ : “Born in Vicenza, Italy, 1949. Poet, performer and visual artist.Organizer of international art and poetry events since 1977.Actually living and working in Venezia”.
In realtà John Gian dagli anni ’70 ad oggi ha avuto una lunga e intensa attività letteraria e amicale con molte personalità artistiche, da Franco Beltrametti ad Antonio Spatola, da william Borroughs a Allen Ginsberg, Gregori Corso e Gary Snyder durante il suo soggiorno negli Usa alla fine degli anni ’70.
John Gian ha fondato riviste e organizzato festival e readings letterari. “Tensioni” è la sua ultima raccolta poetica.
Tutto il libro è composto da poesie di strofe di tre versi alla maniera degli haiku. Poesie legate alla tecnica dell’improvvisazione tipica degli scrittori della beat generation, cui è legato appunto John Gian.
A volte i versi di questo poeta sono chiarissimi altre volte oscuri, almeno per me; oscuri di significato immediato, l’unico che sono in grado di riconoscere. Infatti se devo pensare a cosa vuol dire una poesia, non è più poesia, ma esegesi scolastica che non amo e nella quale non mi ci metto neanche.
Le poesie di “Tensioni” non hanno quasi mai titolo, sono numerate ma non datate, e questo è un po’ un limite perché è bello sapere in quale periodo della sua vita un poeta ha scritto una data poesia, se in gioventù o meno, ad esempio.
Una poesia autobiografica e forse recente è la numero 29. Penso sia autobiografica perché verso la fine scrive: ” a tre a tre/ nel ritmo/tre-tre-tre”, che è la tecnica di scrittura poetica di John Gian. Nei versi precedenti parla di “senescenza” e “paure inconsce”. Dice anche “digerisce il vissuto/ nel bozzolo/ domestico”, che in sè è un qualcosa di così reale, quotidiano, vero. Mi ha commosso, stupito e riempito di ammirazione essere riuscito da parte del poeta a sintetizzare in pochissime parole una realtà esistenziale che riguarda un po’ tutti. La vita fuori, la vita dentro, nella casa che in effetti è il “bozzolo” in cui ci riugiamo tutti. Insieme ad altre sue poesie nella pagina facebook della ‘round midnight edizioni Jhon Gian legge la n. 29:
https://m.facebook.com/roundmidnight.edizioni/videos/229541641530995/?refsrc=http%3A%2F%2Fwww.google.com%2F&_rdr

Un’altra poesia di questa raccolta che mi è piaciuta molto è quella dedicata a Gary Snyder di cui conosco e amo molto le opere ( la n. 26 ). Tratta dei temi cari a Snyder, vita e morte, sacralità di tutto ciò che esiste: “chiodo-spina/lampadina/fiore -ramo-ruscello/tutto è sacro/nel sacro/vuoto.
Mi sono emozionata per quella dedicata a Jim Koller. La poesia ne è un meraviglioso ritratto ; ci sono gli animali che quotidianamente vede: ” camminare in silenzio/ contemplare sostanza immortale//della samara nel volo elicoidale”, e soprattutto il suo poco parlare nella poesia e nella vita: “parole asciutte/linguaggio/scarnificato, e soprattutto: ” never talked/about/literature”. L’ho conosciuto Jim, è venuto insieme a Giuseppe Moretti di Lato Selvatico a leggere le sue poesie a casa nostra. In quella sua maniera appunto scarna. Mi piaceva il suo sguardo chiaro e desolato, i suoi capelli lunghi legati a coda di cavallo, la sua andatura lenta e ciò che ti mostrava di sè, poco ma profondo.

Il motto di John Gian che troviamo nel suo sito http://www.johngian.it/ è; Poetry is evrywhere. Lo condivido e cerco anche di praticarlo.

Beato

22 Mag

Beat
beat

beato
povero
e quindi battuto?
beatitudine
cosa credi
sia una cosa semplice..
no
è complicata
e non si raggiunge mai – 
se sei beato
sei anche battuto
e viceversa

“Il libro degli schizzi” di Jack Kerouac

7 Lug

Gli schizzi di Kerouac
sono un lungo

unico poema
di vite che scorrono
di oggetti
erba
camion
e tra loro 
uomini

Giovedì 22 giugno ricomincia l’ESTATE IN GIARDINO A SPAZIO GERRA con una serata – happening dedicata alla Summer of Love, per celebrarne il 50 anniversario

19 Giu

ECHOES FROM THE SUMMER OF LOVE | happening night
Giovedì 22 giugno ricomincia l’ESTATE IN GIARDINO A SPAZIO GERRA con una serata – happening dedicata alla Summer of Love, per celebrarne il 50 anniversario.

Dance! “Hippie Hill” ~ Golden Gate Park, San Francisco
1969
ph. Robert Altman
GIOVEDI 22 GIUGNO – 21.30

ECHOES FROM THE SUMMER OF LOVE | Happening

– INGRESSO LIBERO –

✿ Talk di approfondimento con Luciano Guidetti, curatore di Beat2Bit, e Dianella Bardelli, autrice del libro “Il bardo psichedelico di Neal”. Presenta: Mirko Colombo di K-Rock Radiostation

✿ Interventi musicali dal vivo di Elia Baioni + Leonardo Bandini Montecchini

✿ Psychedelic Shack con Alfredo Miti Maturani

✿ Selezione Musicale: Mirko Colombo

✿ Visual: Ombrablu

✿✿✿ in chiusura BATTAGLIA DI BOLLE DI SAPONE! ✿✿✿

La Serata è organizzata in collaborazione con Il pozzo ristorante enoteca

Per l’occasione sarà aperta anche la mostra “Community Era – Echoes from the Summer of Love”

-> L’evento è organizzato nell’ambito di Restate2017, in collaborazione conComune di Reggio nell’Emilia e Palazzo Magnani <-

Per informazioni: spaziogerra@comune.re.it
0522 585654

Il 22 Giugno alle ore 21,30 parteciperò all’interno dello Spazio Guerra di Reggio Emilia in Piazza XXV Aprile n. 2 ad una discussione sulla Beat generation

7 Giu

Il 22 Giugno alle ore 21,30 parteciperò all’interno dello Spazio Guerra di Reggio Emilia in Piazza XXV Aprile n. 2 ad una discussione sulla Beat generation; l’evento si situa all’interno della mostra sulla beat generation in corso fino al 22 Luglio: (http://www.spaziogerra.it/2017/04/03/community-era-echoes-from-the-summer-of-love/). Parlerò della figura di Neal Cassady a partire dal mio romanzo Il bardo psichedelico di Neal Altri partecipanti all’evento: Luciano Guidetti, curatore di Beat2Beat; Mirko Colombo di K – Rock Radiostation Interventi musicali dal vivo di Elia Baioni e Thomas Alghisi Selezione musicale di Mirko Colombo

E Kerouac cercava Dio ovunque

21 Mag

E Kerouac cercava Dio ovunque
nell’alcool che beveva
e nella figlia identica a lui
che si era rifiutato di riconoscere –
lo cercava nella strada
nelle facce, nei corpi, negli autobus
nelle case, nei campi, nelle industrie
e lungo le ferrovie –
la strada fu il suo sentiero
il suo pellegrinaggio senza santuario
la strada era il suo Mandala
c’era lui, c’era Neal che era la vita in sè
e c’era Dio
che Jack non riuscì mai a vedere

Un bellissimo documentario degli anni ’60 sulla scuola di scrittura di Boulder dedicata a Jack Kerouac

24 Feb

 

 

 

Contiene testimonianze dirette dei protagonisti della beat Generation; è presente anche Timothy Leary che dice cose stravaganti ma di grande interesse. Ci sono filmati dell’epoca davvero inediti sulla scuola di scrittura di Boulder dedicata a Jack Kerouac. Vi compaiono Ginsberg, naturalmente, ma anche Corso, Orlovsky, Waldman, Burroughs, gli studenti che la frequentano. Ci sono letture di poesie in mezzo alla strada, piccole manifestazioni contro la guerra interrotte da poliziotti che hanno la stessa età degli studenti e tutto sommato si comportano in modo gentile, li invitano a spostarsi dal centro della strada o li spostano di peso ma con maniere non violente.
Un mondo a parte quello beat-psichedelico-hippy nelle sue manifestazioni più spontanee, prima che il mercato se ne impossessasse.
Alla scuola di scrittura le lezioni avvengono in luoghi informali, tipo soggiorni con sedie e poltrone sparse qua e là. Gli insegnanti parlano come viene loro di fare lì per lì, in modo del tutto spontaneo, improvvisato, stanno in mezzo agli studenti, non c’è separazione tra gli uni e gli altri. Magnifico, teatrale, Ginsberg quando legge le sue poesie accompagnato dall’harmonium che suona anche bene. Burroughs, come dice Ginsberg nel commento al documentario sembra uno della CIA dai modi di fare calmi e prudenti. Adorante la sempre presente Fernanda Pivano che ascolta scegliendo un angolo della stanza in cui rifugiarsi dalla luce accecante di tanta genialità raccolta tutta insieme davanti a lei.

Allen Ginsberg su Bob Dylan

18 Nov

 

“Si può fare arte con un Juke-box? Bene, Dylan ha dimostrato che è
possibile” (Allen Ginsberg, 1968)

Immagine

Gruppo di lettura a Molinella, Biblioteca Comunale

28 Set

Primo appuntamento Mercoledì 5 Ottobre 2016
ore 20,30; Biblioteca di Molinella ( Bologna )
Dianella Bardelli presenterà “Sulla strada”
di Jack Kerouacgruppo-lettura2

 

 

Il metodo di lavoro di Allen Ginsberg

7 Lug

In molti casi il metodo di lavoro di Allen Ginsberg era quello di utilizzare parti del suo diario per scrivere poesie in un secondo momento. Erano frammenti in prosa da trasformare in seguito in poesie. “Registrava i particolari, i dettagli, via via che li notava: una forma letteraria poteva benissimo essere data in un secondo momento”, da ” Bill, Morgan, Io celebro me stesso, la vita quasi privata di Allen Ginsberg, pag. 349.

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