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Mutamento e ripetizione

4 Apr

Leon andò nel bosco
poi al mare
sulla piccola duna bianca
e sotto il cespuglio verde scuro –
poi tornò nel bosco
nel bosco rigoglioso
andò Leon nel capanno
che era stato un tempo
un essiccatoio di frutti di castagno –
andò nel bosco Leon
poi andò al mare
su una spiaggia assolata
all’ombra di un basso cespuglio
battuto dal vento
poi tornò al bosco
ma chiudendo gli occhi
dentro il capanno buio
vedeva orrende maschere rosse
così uscì terrorizzato dal capanno
e per dimenticarle
andò alla spiaggia
a guardare il mutamento del mare
da una piccola duna –
rimase lì a guardare il mare
e vide il mutamento
del mare, del vento, della sabbia
non guardava le persone
guardava il mutamento delle onde
da calme a grosse
gonfie, alte, strane –
vide il mutamento
gli piacque
lo trasportò dentro se stesso
e capì: qualcosa è finito –
si alzò
ma volle insistere
a non praticare il mutamento
lo riconobbe
ma non lo adottò
preferì continuare
a praticare la ripetizione –
così tornò al capanno
a rifare la solita vita
di silenzio
e ombre e sole –
chiuse gli occhi
le maschere rosse e mostruose
erano sparite
dalla sua mente –
ne fu contento
ma l’amore del silenzio
durò poco –
il mutamento lo prese
e lo potrò via.

Anche se ti senti sabbia

23 Mar

Anche se ti senti sabbia
la sabbia non esiste –
è roccia
che si è frantumata
spezzata dal vento
dall’acqua
dalle tempeste
e dagli anni –
la sabbia non esiste
e non ti puoi sentire sabbia
sei roccia corrosa dal tempo

Oggi

17 Feb

acqua dietro i ramiDietro i rami
acqua di pioggia
un rivo azzurro

Argini verdi

8 Feb

Argini verdi
pieni di pioggia
ci affondi
l’acqua corre in mezzo a fili d’erba
che liberi già crescono –
l’aria è fredda
buche poco profonde
d’animali di passaggio –
I primi tempi qui in campagna
avevo lo sguardo della prima volta
e lo scrivevo –
ora ho un altro sguardo
di chi guarda
ma intanto ascolta Minoli alla radio
sembra più interessante
che guardare come un  tempo l’erba
miderella, nascosta, misconosciuta
che cresce lungo strade
di grande scorrimento –
sai, quegli angoli d’erba
di fili d’erba anche alti
verdi o già secchi

oppure un pò verdi e un pò secchi

Cosa siamo

29 Mar

Siamo gocce d’acqua
che cadono da rami troppo sottili –
la terra se le prende –
il tempo di un sospiro

La goccia

24 Mar

La piccola goccia tremula
sul ramo sottile –
riflette un mondo tondo, chiuso, chiaro –
se cade muore
se la prende la terra –
l’ultimo fiato

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L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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