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Il campo

7 Mar

Il campo
tra il verde chiaro e scuro

di luce e ombra –
sottile una linea sfuma

Un bellissimo documentario degli anni ’60 sulla scuola di scrittura di Boulder dedicata a Jack Kerouac

24 Feb

 

 

 

Contiene testimonianze dirette dei protagonisti della beat Generation; è presente anche Timothy Leary che dice cose stravaganti ma di grande interesse. Ci sono filmati dell’epoca davvero inediti sulla scuola di scrittura di Boulder dedicata a Jack Kerouac. Vi compaiono Ginsberg, naturalmente, ma anche Corso, Orlovsky, Waldman, Burroughs, gli studenti che la frequentano. Ci sono letture di poesie in mezzo alla strada, piccole manifestazioni contro la guerra interrotte da poliziotti che hanno la stessa età degli studenti e tutto sommato si comportano in modo gentile, li invitano a spostarsi dal centro della strada o li spostano di peso ma con maniere non violente.
Un mondo a parte quello beat-psichedelico-hippy nelle sue manifestazioni più spontanee, prima che il mercato se ne impossessasse.
Alla scuola di scrittura le lezioni avvengono in luoghi informali, tipo soggiorni con sedie e poltrone sparse qua e là. Gli insegnanti parlano come viene loro di fare lì per lì, in modo del tutto spontaneo, improvvisato, stanno in mezzo agli studenti, non c’è separazione tra gli uni e gli altri. Magnifico, teatrale, Ginsberg quando legge le sue poesie accompagnato dall’harmonium che suona anche bene. Burroughs, come dice Ginsberg nel commento al documentario sembra uno della CIA dai modi di fare calmi e prudenti. Adorante la sempre presente Fernanda Pivano che ascolta scegliendo un angolo della stanza in cui rifugiarsi dalla luce accecante di tanta genialità raccolta tutta insieme davanti a lei.

Campagna d’inverno

19 Dic

campagna-dicembre

Foto di Dianella Bardelli

Campagna scuoiata
deprivata
colorata
senza, ma anche con –
lontano
dove comincia il cielo
il verso d’oche selvatiche

11,20 del mattino

6 Dic

Questa nebbia
che ancora s’alza
lenta
dal campo

a righe verdi 

Seggiano -Monte Amiata – Memoriale per il poeta Jim Koller ( 1936 – 2014 ) Agosto 2016

29 Set

foto-jim

 

1-

Petali sull’erba secca

rossi – lacrime

oppure baci

2-

Abbiamo camminato

nel bosco ventoso

per ricordarti

per ricordarci

di te

ovvero di noi

3-

E poi ci siamo fermati

in quattro punti

che erano te

quello che sei tu

quello che siamo noi

4-

Abbiamo letto le tue poesie

così belle

inarrivabili

per un comune sentire

5-

Camminando

il mio petto era gonfio

di qualcosa –

qualcosa pesava

sul cuore –

eravate voi, Jim e P.

6-

Ho raccolto oggetti ricordo

trovati nei quattro punti –

è stato bello e profondo

raccoglierli –

ora non più

7-

Ho sentito

vicinanza di persone –

era tanto

che non era così per me –

non c’erano ostacoli,

fraintendimenti

rabbia –

poi abbiamo mangiato insieme

chi una cosa chi l’altra

e bevuto buon vino

e grappa in tuo onore

Il posacenere

22 Set

Quante partite
quante sigarette
e vestiti da sera
pettinature dal parrucchiere
e quante parole
quanto divertimento
gioia, tristezza
quanti sguardi –
e poi tutto si perde
si disperde
oggetti, vestiti, sigarette
e sguardi

Alberese luogo dell’anima – poesie maremmane luglio – agosto 2016

16 Ago

Campagna di Alberese

31/7/2016

Ho desiderato così tanto d’essere dove sono
in Maremma, in questo viale d’Alberese
con davanti a me le colline boscose
del Parco dell’uccellina
che ancora mi sento chiusa
in quel pensiero e in quel desiderio
anche se sento i miei passi su questo viale
e ho davanti a me quei boschi
che attraversi in bicicletta e arrivi al mare –
e passi in mezzo a lecci e pini
con i cavalli, le vacche maremmane
e se sei fortunato vedi una volpe
o un cinghiale o un daino
oppure solo sotto i tuoi piedi
aghi di pino

***

31/7/2016

Viale d’alberese

Dov’erano i cavalli
è un gran campo vuoto

***
mare 17

2/8/2016

Mattino, Marina d’Alberese

Il cielo
che si butta nel mare

***

Spiaggia d’Alberese

All’orizzone
vicino all’isola
una striscia blu –
lì dei pesci è il mare

***

Alberese un tempo
era la spiaggia dei frikkettoni –
li vedi a volte
li riconosci dallo sguardo –
hanno l’aria annoiata
di chi il momento magico
l’ha già vissuto

***

3/8/2016

Alberese

I primi due giorni
li vivi dall’esterno –
sei confuso
dalla bellezza sì
ma ci stai fuori –
dopo è casa tua

***

Sotto il sole del mattino

Aria calda, odor
di qualcosa di troppo maturo
in quell’orto
fresco di foglie
sotto ilsole del mattino

***

Voce del vento

Il vento
che sembra il mare

Remo Bassini

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