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Per D.

8 Apr

Di te mi ricordo
che abbiamo giocato a tennis
parecchi anni fa –
tu eri più grande di me
di un bel po’
ma vincevi sempre –
il tennis è tremendo con i perdenti –
e poi mi ricordo
che dicevi che eri stato pilota
nell’ultima guerra
ma secondo te
non eri un granché –
e poi di te mi ricordo
che venni a chiederti
della California anni ’60
e tu mi parlasti di Berkley –
ora c’è il tuo libro
a parlarmi di te

 

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Samantha che vuole essere capita

7 Feb

credit to Federico Paoli
https://federicopaoligraphic.com/

Samantha
davvero vuoi essere capita?

il tuo sacchetto di sogni
non vuoi tenertelo per te? –
sarebbe meglio, sai
già è così, vedi
cerca di andarsene
volare via
abbandonarti –
se nessuno ti capisce
almeno, dai
hai il tuo sacchetto –
è ancora lì
ma per poco –
è già tanto consumato
sbrindellato
è stanco d’aspettare –
anche i sogni diventano vecchi –
soprattutto loro

Il sentiero stellato di Paolo Vites

17 Giu

8th of May

Jeff Tweedy e Paolo Vites Jeff Tweedy e Paolo Vites

Cosa vuol dire essere tra i massimi esperti mondiali di una tra le più importanti personalità della cultura dell’ultimo secolo? La risposta ce la potrebbe fornire Paolo Vites, anche se sarebbe lui stesso il primo a schernirsi. Però, bando alla timidezza, parliamo di un giornalista che di Bob Dylan conosce vita e miracoli più di quanto non ne conosca Dylan stesso.

Va bene Greil Marcus, e con lui Ratso Sloman, Robert Shelton, Clinton Heylin, Anthony Scaduto, ma laddove la competenza storica non teme i nomi più celebri, la prosa dà un verdetto per chi scrive inappellabile: ubi Vites, Marcus cessat.

02.

Di anni ne ho (ne abbiamo) qualcuno di troppo sulle spalle per scrivere che ho visto il futuro della critica rock e il suo nome e…, ma insomma, leggete una sua pagina e poi non dite di non avere il cuore più caldo…

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Nottambuli. Hopper e il romanzo che si scrive vivendo

1 Mag

8th of May

nighthawksMagari quella coppia si è già detta tutto e il bar è solo l’illusione di poter rimettere i cocci. Un ultimo tentativo di ricomporre una vita insieme. La donna è uscita di casa scoraggiata e l’uomo l’ha raggiunta. Nell’urgenza di provare che non tutto è perduto si è pure dimenticato di togliersi il cappello.

Oppure la coppia non è una coppia. Solo due individui che accostano le proprie solitudini. Un tentativo di chiacchiera che l’ora molto tarda non aiuta a decollare. «Mi permette di ordinare due…?», «Ordini quel che le pare.», «Anche lei da sola?», «Guardi non è cosa…», «Mi scusi non volevo…», «Si figuri, è questa città che uccide…». Lui ha ordinato, ma altre parole non ne sono uscite.

O magari sì, i due sono compagni nella vita. Ma stanotte proprio non riescono a prendere sonno perché l’agenzia viaggi della donna non funziona più. Un lavoro superato dai tempi…

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Il campo

7 Mar

Il campo
tra il verde chiaro e scuro

di luce e ombra –
sottile una linea sfuma

Un bellissimo documentario degli anni ’60 sulla scuola di scrittura di Boulder dedicata a Jack Kerouac

24 Feb

 

 

 

Contiene testimonianze dirette dei protagonisti della beat Generation; è presente anche Timothy Leary che dice cose stravaganti ma di grande interesse. Ci sono filmati dell’epoca davvero inediti sulla scuola di scrittura di Boulder dedicata a Jack Kerouac. Vi compaiono Ginsberg, naturalmente, ma anche Corso, Orlovsky, Waldman, Burroughs, gli studenti che la frequentano. Ci sono letture di poesie in mezzo alla strada, piccole manifestazioni contro la guerra interrotte da poliziotti che hanno la stessa età degli studenti e tutto sommato si comportano in modo gentile, li invitano a spostarsi dal centro della strada o li spostano di peso ma con maniere non violente.
Un mondo a parte quello beat-psichedelico-hippy nelle sue manifestazioni più spontanee, prima che il mercato se ne impossessasse.
Alla scuola di scrittura le lezioni avvengono in luoghi informali, tipo soggiorni con sedie e poltrone sparse qua e là. Gli insegnanti parlano come viene loro di fare lì per lì, in modo del tutto spontaneo, improvvisato, stanno in mezzo agli studenti, non c’è separazione tra gli uni e gli altri. Magnifico, teatrale, Ginsberg quando legge le sue poesie accompagnato dall’harmonium che suona anche bene. Burroughs, come dice Ginsberg nel commento al documentario sembra uno della CIA dai modi di fare calmi e prudenti. Adorante la sempre presente Fernanda Pivano che ascolta scegliendo un angolo della stanza in cui rifugiarsi dalla luce accecante di tanta genialità raccolta tutta insieme davanti a lei.

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21 Feb

cancellaredue

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tra te e le parole scritte
che non ti sono piaciute –
o forse
è solo paura

Traduco Canzoni.

Portiamo parole straniere ad orecchie italiane. Un album per ogni post. Qualsiasi genere, anche quelli che non vi piacciono. Tradotti bene eh, mica con Google Translate. Per cercarle c'è un bel link là sopra, che qua non mi fa mettere una ceppa.

Antonio Russo De Vivo

Editor & Consulente editoriale.

gesuperatei.wordpress.com/

omelie e riflessioni in tempo di crisi al Santuario del Divino Amore

La poesia e lo spirito

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Leggo. È come una malattia. (Agota Kristof)

8th of May

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