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Il sentiero stellato di Paolo Vites

17 Giu

8th of May

Jeff Tweedy e Paolo Vites Jeff Tweedy e Paolo Vites

Cosa vuol dire essere tra i massimi esperti mondiali di una tra le più importanti personalità della cultura dell’ultimo secolo? La risposta ce la potrebbe fornire Paolo Vites, anche se sarebbe lui stesso il primo a schernirsi. Però, bando alla timidezza, parliamo di un giornalista che di Bob Dylan conosce vita e miracoli più di quanto non ne conosca Dylan stesso.

Va bene Greil Marcus, e con lui Ratso Sloman, Robert Shelton, Clinton Heylin, Anthony Scaduto, ma laddove la competenza storica non teme i nomi più celebri, la prosa dà un verdetto per chi scrive inappellabile: ubi Vites, Marcus cessat.

02.

Di anni ne ho (ne abbiamo) qualcuno di troppo sulle spalle per scrivere che ho visto il futuro della critica rock e il suo nome e…, ma insomma, leggete una sua pagina e poi non dite di non avere il cuore più caldo…

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Nottambuli. Hopper e il romanzo che si scrive vivendo

1 Mag

8th of May

nighthawksMagari quella coppia si è già detta tutto e il bar è solo l’illusione di poter rimettere i cocci. Un ultimo tentativo di ricomporre una vita insieme. La donna è uscita di casa scoraggiata e l’uomo l’ha raggiunta. Nell’urgenza di provare che non tutto è perduto si è pure dimenticato di togliersi il cappello.

Oppure la coppia non è una coppia. Solo due individui che accostano le proprie solitudini. Un tentativo di chiacchiera che l’ora molto tarda non aiuta a decollare. «Mi permette di ordinare due…?», «Ordini quel che le pare.», «Anche lei da sola?», «Guardi non è cosa…», «Mi scusi non volevo…», «Si figuri, è questa città che uccide…». Lui ha ordinato, ma altre parole non ne sono uscite.

O magari sì, i due sono compagni nella vita. Ma stanotte proprio non riescono a prendere sonno perché l’agenzia viaggi della donna non funziona più. Un lavoro superato dai tempi…

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Il campo

7 Mar

Il campo
tra il verde chiaro e scuro

di luce e ombra –
sottile una linea sfuma

Un bellissimo documentario degli anni ’60 sulla scuola di scrittura di Boulder dedicata a Jack Kerouac

24 Feb

 

 

 

Contiene testimonianze dirette dei protagonisti della beat Generation; è presente anche Timothy Leary che dice cose stravaganti ma di grande interesse. Ci sono filmati dell’epoca davvero inediti sulla scuola di scrittura di Boulder dedicata a Jack Kerouac. Vi compaiono Ginsberg, naturalmente, ma anche Corso, Orlovsky, Waldman, Burroughs, gli studenti che la frequentano. Ci sono letture di poesie in mezzo alla strada, piccole manifestazioni contro la guerra interrotte da poliziotti che hanno la stessa età degli studenti e tutto sommato si comportano in modo gentile, li invitano a spostarsi dal centro della strada o li spostano di peso ma con maniere non violente.
Un mondo a parte quello beat-psichedelico-hippy nelle sue manifestazioni più spontanee, prima che il mercato se ne impossessasse.
Alla scuola di scrittura le lezioni avvengono in luoghi informali, tipo soggiorni con sedie e poltrone sparse qua e là. Gli insegnanti parlano come viene loro di fare lì per lì, in modo del tutto spontaneo, improvvisato, stanno in mezzo agli studenti, non c’è separazione tra gli uni e gli altri. Magnifico, teatrale, Ginsberg quando legge le sue poesie accompagnato dall’harmonium che suona anche bene. Burroughs, come dice Ginsberg nel commento al documentario sembra uno della CIA dai modi di fare calmi e prudenti. Adorante la sempre presente Fernanda Pivano che ascolta scegliendo un angolo della stanza in cui rifugiarsi dalla luce accecante di tanta genialità raccolta tutta insieme davanti a lei.

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21 Feb

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tra te e le parole scritte
che non ti sono piaciute –
o forse
è solo paura

Neal Cassady ovvero la versione di Dianella

6 Feb

8th of May

Spostare di un passo la fine del proprio cammino perché anche l’ultima minima distanza può rivelare una nuova visione dell’esistente e di se stessi. Il mantra della Beat 01Generation, movimento letterario di cui Dianella Bardelli si innamorò giovanissima, trasformando la sua passione in un’autentica benzina dello spirito.

Ex insegnante di Lettere, scrittrice e saggista, animatrice di corsi di scrittura creativa secondo il metodo della poesia e prosa spontanea, qualche anno fa pubblicò un bellissimo testo per Vololibero, un romanzo ispirato alla vita e alla morte di Neal Cassady, una fonte d’ispirazione potente per molti dei titoli che diedero celebrità al movimento.

Il bardo Psichedelico di Neal è in primo luogo una dichiarazione d’amore della sua autrice verso quest’uomo, randagio y final. Poi è un romanzo che soddisfa quella necessità intima di parola stampata e dialogo narrativo che ogni lettore accende quando il suo mondo diventa il libro che ha aperto…

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Pronto per la luce, mio Signore. Tuo L. Cohen

7 Gen

Apre il cuore

8th of May

leonard-cohen-ripJ’arrive. Hai atteso fino a ora, la fretta non è degli dei. Arrivo, non fuggo. Mi sto preparando, sto uscendo. Capiscimi, non è il migliore dei mondi possibili, ma mi ci ero affezionato. Tu dai le carte, ma io non voglio più buio di quanto tra poco per me sarà.

Risponderò di tutto. Se ti ho vilipeso e se ti ho crocefisso. E se, santificandoti e commuovendoti, ho poi placato il tuo risentimento. Un figlio va capito, perdonato, sostenuto e rincuorato, non solo generato, non è vero?_89917091_89917090

Ho amato la mia storia, e la mia non è mai stata la stessa. Ho cercato di tenere la mia fiamma accesa, non ho ucciso ma credo di aver mutilato, lottato i miei incubi, azzoppato la mia pace, dato un volo alla mia parola, una parola alla mia voce. Non ho mai fatto nulla di eroico, ma alla fine sono contento di averci…

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Remo Bassini

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Leggo. È come una malattia. (Agota Kristof)

8th of May

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L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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