Tag Archives: scrivere

Come mi vedo

27 Gen

C’è una pianta piccola di violette –
non ci sono ancora fiori
ma ci saranno –
qualche foglia secca
che non si stacca la lascio
cadrà da sola-
la terra è abbastanza umida
non ha bisogno d’acqua
solo di un aggiustatina della terra –
con le dita la livello
tutta intorno
non sarebbe necessario
ma lo faccio
perché mi piace

Adorare qualcuno è rapinarlo

20 Gen

Lei non portava slip
sotto i jeans non li portava –
era più sexy quando si spogliava per qualcuno –
più sexy con i jeans ma senza slip –
era bella lei
e carismatica
tutti cadevano ai suoi piedi
uomini e donne
e poi era molto ricca
e la sua grande casa sotto i tetti
era sempre piena di gente
che andava e veniva
mangiava e beveva
mentre lei nel suo immenso divano
riceveva tutti quelli
che la cercavano
la volevano
la adoravano –
adorare qualcuno
è rapinarlo

 

Ascoltando Peter Gabriel in “Fourteen black paintings”

16 Gen

 

Sembra che il suono arrivi da lontano

dalla cima di una montagna –

dice: sono lontano sulla cima di questa montagna –

poi arrivano altri

camminano su questo ghiaccio-neve

per raggiungerlo –

sono bagnati fradici

e poi a bocca aperta respirano

I sogni

29 Ott

I sogni
scorrono nella mente
come un film –
con dei vuoti
o tagli
o cerchi bianchi
che bruciano
nella pellicola –
anche nella vita

Improvvisazione sul tema : L’altrui elogio

25 Ago

L’altrui compenso – elogio – affetto –
dicono che gli attori recitino per l’applauso –
posso dire anche gli scrittori –
per un like, un libro in più venduto, un lieto fine a un firma copie –
ma scrivono anche per l’elogio di se stessi a se stessi
quando riescono a scrivere sia con la testa vuota che piena –
testa vuota sta per sonno – stanchezza mala voglia –
piena non  sta per ispirazione ma test piena di idee e ripetizioni –
pensiero che sta lì su se stesso e ancora ancora sa solo ripetersi
riprovarci – non a capire ma a non capire – voglia sopita –
intanto qui accanto asfalto caldo – gente che lavora – fa buche e poi le riempie –
parlano un dialetto veneto forse – perché no? – parlano un dialetto comunque e io non li capisco –
usano una macchina col motore che va va…fa buche?
non so ma poi si spegne-
e il cagnetto lì vicino smette di abbaiare –
ma solo una vocina ogni tanto –
il mio accanto a me si spulcia cioè si mordicchia il dorso freneticamente –
lo fa solo d’estate –
dicono che d’estate il pelo lungo è meglio per un cane –
ha meno caldo dicono –
mi si chiudono gli occhi – vorrei dormire
e forse lo faccio.

Improvvisazione su scarpe e altro

13 Lug

Le scarpe ve le levate
se volete volare
questo albero
potrebbe cadere
e anche questo
se c’è vento
datemi le scarpe
ve le nascondo
meglio che posso
scusate
grazie
fiorirete
vedrete che bello
l’ultima volta
è stato tempo fa
un vero spettacolo –
portava vergogna
umiliazione
rimorso
a meno che…
chi mi viene ad aiutare?
c’è bisogno
di ansia
e conforto
per cancellare
l’incancellabile
accettare
l’impossibile
furore
che sfocia
in aperta sfida
occhi puntati
dove nessuno vede
favole raccontate
a lume di candela
incantare la mente
con false note
dolenti
o allegre
lasciare andare
chi vuole andare
o partire per un po’
o per sempre –
radici ingombrano
la strada
ma che importa
ridere
di ogni dove
aspettare
indicazioni preziose
spazzare cortili
invasi di rami e foglie
infrangere leggi
costruire regole
provarle tutte –
impegnato in attività strane
apparentemente utili
come indurre qualcuno
convincerlo
di quel che conviene.

Sul treno e in città

11 Giu

Dal finestrino del treno
già il biondo del grano
gente al lavoro
due uomini su un terrazzo –
l’aria condizionata mi dà fastidio –
dopo sulla piazzetta
passa gente
studenti perlopiù –
accanto a me
sull’unica panchina
una donna ( forse tedesca )
guarda una mini carta
di certe vie della città
mi sorride, poi va via –
penso sempre
vengo in città a scrivere
ma ora che ci sono
ho poco da dire –
la gente sembra sempre la stessa
una donna troppo grassa
rondini attraversano il sole
le torri antiche incombono

Alla Mostra di Courbet ( settembre 2018 Palazzo dei Diamanti di Ferrata) – Improvvisazione davanti a l quadro: I levrieri del Conte di Choiseul 1866

18 Nov

Vivi
che sono morti
neanche le ossa –
però
lo sguardo vacuo del più chiaro
carezzevole sguardo
non ossequioso
verso il padrone –
l’altro, lo scuro
annusa l’aria salmastra
una zampa alzata
come volesse
andare
verso quell’odore
forse di pesce
abbandonato
sulla riva –
dietro un mare
rosa e azzurro
impressionistico

Sette passi

18 Ott

Sette piccoli passi
e poi si ferma
cinque piccoli passi
e poi si ferma
dieci piccoli passi
e poi si ferma –
riprende fiato e ricomincia –
piove
ma lui usa l’ombrello
come bastone –
è solo, anziano
lo guardo
gli conto i passi –
poi non lo faccio più
il semaforo è diventato verde

In quelle borse antiche

16 Ott

In quelle borse antiche
frutti d’ippocastano –
portano bene
si diceva –
toccarle ogni tanto
doveva dar piacere

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