Archive | aprile, 2015
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Dopo la pioggia

29 Apr

dopo la pioggia

Haiku di primavera di Dianella Bardelli

27 Apr Featured Image -- 1402

spighe e erba Foto di D. Bardelli, “Spighe e erba”

la bruma azzurra
lenta avanza nel grano
echi di rane

***

sciamano bianchi
nell’aria meridiana
pollini in volo

***

di nuovo aprile
un verde movimento
che si ripete

***

scivola il vento
sul grano ancora verde-
lento si piega

***

scuro eucalipto
frusta secco il suo vento-
nel fosso gigli

***

isola rossa
dei tulipani in fiore-
divora il prato

***

preparan nidi
tortore ed anche i merli-
scalan le vette

***

canto di primavera
api sul biancospino-
un grillo solo

***

due grandi querce-
fragili foglie in fiore-
l’antico nuovo

***

vento d’aprile
fruscia e ansima il grano-
fugge la lepre

*Testi tratti da http://solohaiku.altervista.org/haiku-di-primavera-scelta-di-miei-haiku-2003-2015/

angolo di primavera piccolo Foto di D. Bardelli, “Angolo di primavera”

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Intervista a Giacomo Verri su ‘Racconti partigiani’

26 Apr Featured Image -- 1397

Copertine_Libri_Verri

di Luca Barbirati*

È da poco uscito in libreria il suo nuovo libro Racconti partigiani, pubblicato dalle Edizioni Biblioteca dell’Immagine di Pordenone. Il quindici aprile, Giacomo Verri, è stato ospite alla Biblioteca delle Oblate (Firenze) per l’evento “Storie ribelli. La narrativa contemporanea introno alla Resistenza”, durante il quale ha parlato della sua ultima opera. Prima che prendesse il treno che lo avrebbe riportato a Borgosesia, gli ho fatto qualche domanda. Meno di mezz’ora, il tempo di raggiungere a piedi la stazione dal centro città. Abbiamo bevuto un caffè tra i rumori della stazione di Santa Maria Novella, i pendolari, i turisti e lo sbattere di bagagli. Trascrivo fedelmente la registrazione.

LB. Cosa significa avere memoria di eventi accaduti una vita fa? E, nel tuo caso specifico, fare memoria?

GV. Esistono due tipi di memoria: quella del testimone che ha vissuto direttamente gli eventi; quella fittizia di…

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ascoltando la voce di Jack Kerouac

23 Apr

beat generation voce d’uomo  inghiotte saliva e sentimento e musica
che gira nella testa di New York nella testa di New York e quel bel mondo
colori e gente e andare. Ma chiusa nella mia casa verde io resto e ascolto
l’altrui voce e dentro di me non risuona se non di vecchio sentire ora che
tutto è piatto, fermo e la tempesta s’è fermata meno male che s’è fermata
quella volta che si prese quell’autobus…
……………………………………………………………………………………………………………………
Un pover’uomo guffante nel buio della sua città senza nome che se ne va
nel cielo nero e blu spinto lassù dai suoi pensieri folli rosa ricchi e noiosi.
Ma poi tornava a casa la sera dal lavoro e se ne stava lì a guardare fuori
dalla finestra il cielo della notte. La sedia a dondolo e la finestra.
La capanna che è la sua casa e la finestra che dà sul cielo hai forse bisogno
d’ altro diceva a se stesso a voce alta.

A proposito del film L’ultimo lupo

17 Apr

Sembra un film sui lupi e la steppa –
per gli occhi è questo –
ma non le nuvole (bellissime)
e i paesaggi ( meravigliosi)
non i lupi
e non la Mongolia
non i personaggi
l’erba
le gazzelle
i cani
le pecore
le colline
i sassi
gli uomini
le donne
i bambini –
non la magia di tutto questo

fa grande il film –
l’essenziale è il racconto
di un grande fisosofico-pratico
insegnamento:
c’è l’equilibrio
e c’è la rottura dell’equilibrio –
nel film c’è un equilibrio
è tra
lupi
gazzelle
umani
pecore
erba
estate
inverno –
tutte queste cose formano
uno stabile equilibrio di bisogni
che si soddisfano a vicenda –
se si muta un aspetto
l’equilibrio si spezza
si rompe
allora è il caos
la guerra degli uni verso gli altri –
la storia raccontata insegna
che non c’è il bene
e non c’è il male
c’è l’equilibrio
e la rottura dell’equilibrio
da qui il caos –
vado oltre
seguendo la teoria del bioregionalismo
di Gary Snyder:
solo nel selvatico ci può essere equilibrio
perché l’equilibrio
si crea solo spontaneamente
come è accaduto fino
all’invenzione dell’agricoltura –
come nel film L’ultimo lupo

Domani, domani tutto finirà!

11 Apr

Irma Bandiera Nata a Bologna l’8 aprile 1915, fucilata al Meloncello di Bologna il 14 agosto 1944, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

8 Apr

Irma Bandiera
Nata a Bologna l’8 aprile 1915, fucilata al Meloncello di Bologna il 14 agosto 1944, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.
Bologna ricorda i cento anni della sua nascita mercoledì 8 aprile

 

  
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