Tag Archives: mie poesie

Improvvisazione davanti al quadro di Courbet La sorgente o bagnante alla fonte 1868

28 Nov

Oggi diremmo grossa
di fianchi –
nuda
giovane
il viso da bambina
ma me la immagino
mangiare abbondantemente
in osterie e ristoranti
di quel mitico tempo
insieme ad artisti e ammiratori.

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Alla Mostra di Courbet ( settembre 2018 Palazzo dei Diamanti di Ferrata) – Improvvisazione davanti a l quadro: I levrieri del Conte di Choiseul 1866

18 Nov

Vivi
che sono morti
neanche le ossa –
però
lo sguardo vacuo del più chiaro
carezzevole sguardo
non ossequioso
verso il padrone –
l’altro, lo scuro
annusa l’aria salmastra
una zampa alzata
come volesse
andare
verso quell’odore
forse di pesce
abbandonato
sulla riva –
dietro un mare
rosa e azzurro
impressionistico

A cosa mi fa pensare il libro di Sam Shepard “Quello di dentro”

2 Nov

Libro frammentario, che parla di sé
quello di dentro appunto
che si rispecchia in quello di fuori
fatto di poche cose
magari grandi
come il deserto
o il vento –
poche persone
un padre che mai si vede
le ragazze
e i loro dialoghi surreali –
quello di dentro è un gran rifugio
dall’incomprensibile quello di fuori-
frammenti di scrittura
mi piace questo modo –
capitoli che si collegano gli uni agli altri
ma anche no
scene
schizzi lunghi e corti –
più che la descrizione del deserto
degli animali
del freddo e del vento
mi hanno stupito le donne –
hanno un loro modo
libero, dinoccolato
assurdo e simbolico
di parlare –
chi le ascolta non capisce
chiede cosa? Perché?
Non capisce

Improvvisazione su due oggetti simili

28 Ott

Portavano a tracolla delle ceste aperte
ci tenevano soldi
quaderni
ci andavano in giro –
non si curavano
che potessero derubarle –
non è mai accaduto

Lei venne a trovarmi come al solito vestita di tutto punto –
elegantemente, con il suo prezioso anello al dito medio della mano destra –
portava un buffo cestino aperto a mo’ di borsa –
ne andava fiera
lo portava come fosse una regina –
come tutto in lei, del resto

Sette passi

18 Ott

Sette piccoli passi
e poi si ferma
cinque piccoli passi
e poi si ferma
dieci piccoli passi
e poi si ferma –
riprende fiato e ricomincia –
piove
ma lui usa l’ombrello
come bastone –
è solo, anziano
lo guardo
gli conto i passi –
poi non lo faccio più
il semaforo è diventato verde

In quelle borse antiche

16 Ott

In quelle borse antiche
frutti d’ippocastano –
portano bene
si diceva –
toccarle ogni tanto
doveva dar piacere

Avevamo ragione

8 Ott

Sentivamo i rettili
salire sul muro di gesso bianco
scolorito dalla pioggia –
furoreggiava l’uragano –
noi guardavamo da lontano
non ci importava di nulla e di nessuno –
baciavamo labbra rosso carminio
e caviglie sottili
in calze di seta antica-
i rettili arrancavano sulla spiaggia
spinti dall’uragano
che lontano all’orizzonte
a malapena si vedeva –
pagavano biglietti salati
per vedere quello spettacolo.

Paolo Ferrucci

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