Archivio | Lenore Kandel RSS feed for this section

Il 22 Giugno alle ore 21,30 parteciperò all’interno dello Spazio Guerra di Reggio Emilia in Piazza XXV Aprile n. 2 ad una discussione sulla Beat generation

7 Giu

Il 22 Giugno alle ore 21,30 parteciperò all’interno dello Spazio Guerra di Reggio Emilia in Piazza XXV Aprile n. 2 ad una discussione sulla Beat generation; l’evento si situa all’interno della mostra sulla beat generation in corso fino al 22 Luglio: (http://www.spaziogerra.it/2017/04/03/community-era-echoes-from-the-summer-of-love/). Parlerò della figura di Neal Cassady a partire dal mio romanzo Il bardo psichedelico di Neal Altri partecipanti all’evento: Luciano Guidetti, curatore di Beat2Beat; Mirko Colombo di K – Rock Radiostation Interventi musicali dal vivo di Elia Baioni e Thomas Alghisi Selezione musicale di Mirko Colombo

Lenore kandel, anniversario della sua morte

20 Ott

il 18 Ottobre è stato l’anniversario della morte della poetessa americana Lenore kandel 

 Data di nascita: 14 gennaio 1932, New York, Data di morte: 18 ottobre 2009, San Francisco

Le cose che ho scritto in questo blog su di lei : 

https://poesiaprosaspontanea.wordpress.com/category/lenore-kandel/

Sei anni fa moriva la poetessa Lenore Kandel

18 Ott

http://lascrittura.altervista.org/category/lenore-kandel-2/

Improvvisazione su I Sigur Ros Agaetis Byjun: Lenore Kandel, la mia visione – ricordo di te

1 Ago

È una commemorazione
una messa in tuo onore
è una messa una cerimonia
c’è un fruscio di gonne
di pelle
di braccia
e qualcuno invoca il tuo nome
poi da lontano un treno
arriva è quello dei miei ricordi di te
che non ho
non ho ricordi di te
ho solo visioni di te
sono come i ricordi le visioni?
In un certo senso sì
anzi in tutti i sensi sì
sono immagini della mente anche quelle, le visioni
c’è insomma questo strano treno dei ricordi
questo treno sottile sottile
ammantato di verde
sottile
sto celebrando una messa per te
una messa poetica per te
c’è anche l’organo e voci bianche è una messa per te –
nessuno ti chiama
nessuno chiama il tuo spirito
non ti chiamano
però ti ricordiamo
io ti ricordo nel senso che ti evoco
ti vedo vecchia e sofferente
ma pur sempre Poeta
non di quelli laureati
cose da Congresso americano
no tu sei il Poeta Laureato della Vita
tu…
sul palco vestita da monaca
monaca amorosa d’uomini e spiriti
monaca della vita
così com’è
ricordi?
Penso tu ora sia in qualche eremo
sulla montagna
hai proseguito quella via
la via mistica
del sedere e meditare
e per te anche scrivere –
c’è un vecchio disco che gira a vuoto
e un vento polare antartico che tira
poi qualcuno bussa
batte, chiama
singulti
tu bandiera fissa della mente
io ti commemoro e non ti dimentico
tu hai aperto una via
come Allen
hai aperto la via
ma per farlo bisogna aver molto vissuto
sbagliato, fallito
incontrato amato
molto sofferto
tu nella tua schiena malata
io ti commemoro
ti commemoro
amica
ti voglio bene e tu nemmeno la sai
non lo hai mai saputo
e non lo saprai mai
L. ha fatto un ritratto di te che sembro io

 

 

The Band – JOY! (Lenore Kandel) – 11/25/1976 – Winterland (Official)

27 Mar

Poems and Prose – Lenore Kandel

27 Mar

I love Lenore Kandel as poet and as woman

The Fiend

God/Love Poem

there are no ways of love but/beautiful/
       I love you all of them

I love you / your cock in my hand
       stirs like a bird
in my fingers
as you swell and grow hard in my hand
forcing my fingers open
with your rigid strength
you are beautiful / you are beautiful
you are a hundred times beautiful
I stroke you with my loving hands
        pink-nailed long fingers
I caress you
I adore you
my finger-tips… my palms…
your cock rises and throbs in my hands
a revelation / as Aphrodite knew it

       there was a time when gods were purer
       /I can recall nights among the honeysuckle
       our juices sweeter than honey
       / we were the temple and the god entire/

I am naked against you
and I put my mouth on you    slowly
I have longing to kiss…

View original post 1.680 altre parole

Desiderio vuoto

18 Nov

A volte
questo desiderio vuoto –
sudare
camminare
questo corpo
che sento vuoto –
corpo vuoto
stomaco vuoto
parlare del vuoto è pericoloso
la morte è vuota?
c’è un interno che non ha nome –
passata è questa sensazione
ora non c’è più –


c’è stata la cena

che ha un nome
insalata
mela
aceto
olio
qualche parola
poi
acceso il computer
in terrazza l’aria
di questo autunno
che è primavera-
quell’essere che non han nome
non c’è più dentro di me
l’ho chiamato desiderio vuoto –
ora mi metto a tradurre
il mio innocuo, semplice testo
su Lenore Kandel
che lei sì
che finchè ha potuto
se l’è goduta la vita
conosceva il desiderio
ma secondo me
anche il desiderio vuoto
perché felici
non si può esser sempre

Lenore Kandel e il potere delle parole

13 Nov

“Word Alchemy” (1967 ) è la raccolta poetica più visionaria di Lenore Kandel. Le visioni di Lenore sono rivolte a tutto ciò che esiste, che forse esiste, che potrebbe esistere. Perché secondo lei «each beast contains its god, all gods are dreams, all dreams are true» (come scrive nella poesia “Freak show and finale” contenuta in questa raccolta).  Allora anche se le parole non sono le cose in Lenore acquistano questo potere. Word Alchemy parla infatti di uomini-animali, donne-luna, petali che contengono l’universo. E ne parla nella stessa maniera delle cose che si vedono e si toccano. Per Lenore realtà e immaginazione si eguagliano, ai suoi occhi sono “vere” entrambe.

Di cosa è frutto la parola alchemica? E soprattutto può avere il potere di trasformare la realtà? Sì se si parte dal presupposto che la realtà come dato definitivo non esiste, ma esiste solo la trasformazione, che cambia forma, colore, attitudine. Essa avviene in un tempo e  luogo che non sono quelli ordinari, dove regna incontrastata la vacuità di tutte le cose. Dove le nostre aspirazioni, certezze, paure non hanno nessun potere. In “Word Alchemy” Lenore Kandel parla di tutto questo, e anche della natura selvatica, animale degli esseri umani,  capaci di fare il bene e il male, di uccidere e di amare.

Le donne hanno lo sguardo che va nel profondo delle cose,
possono vedere direttamente la trasformazione
la possono percepire, toccare.
Hanno gli occhi che contengono memorie dei tempi antichi
quando dei e esseri umani non erano ancora stati divisi
hanno occhi verdi e ali bianche
gli uomini non hanno ancora ucciso dentro di sé il lupo
hanno spine dorsali tatuate
e la lingua incrostata di stelle
i poeti hanno il volto della tigre mentre leggono i loro testi
e ci sono direzioni dove andare
che non sono mai esistite
e c’è silenzio che è solo nel labirinto di una rosa
e c’è lei, Lenore, che esige
come Kerouac
di vedere il volto di Dio
così come
il girino chiede
di diventare rana
perché le barriere del tempo
sono solo convenzioni
e lei Lenore esige anche
risposte per ciò di cui
non ha ancora conosciuto la domanda
e c’è anche la incapacità
di amare i propri nemici
perché è più facile
amare uno sconosciuto
piuttosto che i tiranni
quelli che
“hanno massacrato gli angeli”
e hanno loro legato
le gambe e tagliato
“le gole setose”
gli stessi tiranni
che si sono mangiati
“l’Agnello di Dio”.

*Alcune poesie di Word Alchemy, tradotte in italiano,  si trovano in “The beat book”, a cura di Anne Waldman, Il saggiatore, 1996.
In internet in lingua originale si possono leggere sul sito: http://thefiendjournal.wordpress.com/2014/02/17/lenore-kandel-poems-and-prose-6/ 
Per una recente pubblicazione delle opere di Lenore Kandel: http://www.northatlanticbooks.com/catalog/display.pperl?isbn=9781583943724

In memoria di Lenore Kandel 14 gennaio 1932 – 18 ottobre 2009

11 Ott

È una commemorazione
una messa in tuo onore
è una messa una cerimonia
c’è un fruscio di gonne
di pelle
di braccia
e qualcuno invoca il tuo nome
poi da lontano un treno
arriva è quello dei miei ricordi di te
che non ho
non ho ricordi di te
ho solo visioni di te
sono come i ricordi le visioni?
In un certo senso sì
anzi in tutti i sensi sì
sono immagini della mente anche quelle, le visioni
c’è insomma questo strano treno dei ricordi
questo treno sottile sottile
ammantato di verde
sottile
sto celebrando una messa per te
una messa poetica per te
c’è anche l’organo e voci bianche è una messa per te –
nessuno ti chiama
nessuno chiama il tuo spirito
non ti chiamano
però ti ricordiamo
io ti ricordo nel senso che ti evoco
ti vedo vecchia e sofferente
ma pur sempre Poeta
non di quelli laureati
cose da Congresso americano
no tu sei il Poeta Laureato della Vita
tu…
sul palco vestita da monaca
monaca amorosa d’uomini e spiriti
monaca della vita
così com’è
ricordi?
Penso tu ora sia in qualche eremo
sulla montagna
hai proseguito quella via
la via mistica
del sedere e meditare
e per te anche scrivere –
c’è un vecchio disco che gira a vuoto
e un vento polare antartico che tira
poi qualcuno bussa
batte, chiama
singulti
tu bandiera fissa della mente
io ti commemoro e non ti dimentico
tu hai aperto una via
come Allen
hai aperto la via
ma per farlo bisogna aver molto vissuto
sbagliato, fallito
incontrato amato
molto sofferto
tu nella tua schiena malata
io ti commemoro
ti commemoro
amica
ti voglio bene e tu nemmeno la sai
non lo hai mai saputo
e non lo saprai mai
L. ha fatto un ritratto di te che sembro io

Una poesia inedita di Lenore Kandel

22 Apr

ogni tanto mi metto a leggere le poesie inedite di Lenore Kandel contenute nell’antologia “Collected poems of Lenore Kandel” ( North Atlantic Books 2012,  almeno quelle che riesco a tradurre; una che mi piace molto e che forse illumina lo stato d’animo di molti di noi di questi giorni e ci fa anche capire gli anni americani dell gioventù di Lenore, è questa:

Love is an art for angels
and we are human, you and I
fallible we are, and fragile
and therefore more than perfect
we take such risks who leap across the void!
perfection is static paradise
but we are human, you and I, and so we dream
and cast pur dreams before us
exstending our fingertips beyond the finite edge
to brush that certainty
of ringing bliss
that resonates our dreams
impelling us to be that art
which angels strive to emulate

la mia traduzione ( molto letterale, me ne scuso)

L’amore è un’arte degli angeli
e noi siamo umani, tu e io
fallibili siamo, e fragili
e quindi più che perfetti
noi ci prendiamo tali rischi che attraversano il vuoto!
la perfezione è un paradiso statico
ma noi siamo umani, tu ed io, e quindi sognamo
e lanciamo i nostri sogni oltre il margine finito
per sfiorare passando la certezza
di una tintinnante beatitudine
che fa risuonare i nostri sogni
obbligandoci a essere quell’arte
che gli angeli si sforzano di emulare

bootblog

giochi di parole

L'Orto di Rosanna

Diritti D’autore In breve: potete citare senza alterare, senza fini commerciali e riportando la fonte.

Chic After Fifty

Il fashion blog di Anna da Re

Convenzionali

Vediamo un po'...

Paolo Ferrucci

Analyst and Writer

libroguerriero

se non brucia un po'... che libro è?

Traduco Canzoni.

Portiamo parole straniere ad orecchie italiane. Un album per ogni post. Qualsiasi genere, anche quelli che non vi piacciono. Tradotti bene eh, mica con Google Translate. Per cercarle c'è un bel link là sopra, che qua non mi fa mettere una ceppa.

Gesù per atei

Il blog personale di don Fabrizio Centofanti

La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

D.O.

Bio: ci sto lavorando

Tuffi

Una rivista che ti porta in profondità

PARLA DELLA RUSSIA

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Remo Bassini

altriappunti

wwayne

Just another WordPress.com site

Giuseppe Genna

scrittore in Milano, Mondo