Archivio | novembre, 2016

Prendere cappello

22 Nov

Da giovane prendevo subito cappello. Quante fregature per questo, gente che mi piaceva che non mi cercava più, amori finiti perché dopo un po’ di questo modo di fare mi mollavano. A volte rimpiango questo modo di fare. Ero sincera, immediata, ma impulsiva, mi guidava la rabbia o il fastidio. Bastava una parola fuori posto, un tono ironico o peggio sarcastico che prendevo e me ne andavo.
Mi ricordo una di queste volte. Ero una ragazzina, 14,15 anni. Un viaggio di ragazzi e ragazze in pullman con un professore che li organizzava d’estate. Eravamo in Corsica, ad Ajaccio in un campeggio. Dormivamo in alcuni bungalows, la sera stavamo fuori sul prato in gruppi a chiacchierare. Io lì avevo un’amica del cuore, rimasta tale per alcuni anni, poi le nostre strade si sono spontaneamente divise. Qualcuno quella sera mi criticò, non ricordo a che proposito, non eravamo d’accordo su qualcosa. Mi alzai e me ne andai. “A culo ritto”, come si usa dire. Mi ricordo proprio che eravamo in circolo e io mi alzai e me ne andai dicendo vaffanculo. Mi avviai a passo svelto verso il mio bungalow dicendo dentro me stessa: fa che mi richiamino, fa che mi richiamino…Ma sentii la mia amica dire: quando fa così è meglio lasciarla stare. Non era vero! Sempre quando ho fatto così nella vita, sempre quando ho preso cappello ho desiderato che mi richiamassero, mi inseguissero, mi venissero a cercare di nuovo. Non è mai accaduto. Dovevo essere sempre io quella che cercava di riaggiustare le cose, recuperare il rapporto. Assumermi tutte le responsabilità. Poi ho capito che così si perdono le persone, le opportunità, tutti i rapporto utili e inutili. Ho capito che è meglio soprassedere, essere diplomatici, ingoiare anche i rospi.

Allen Ginsberg su Bob Dylan

18 Nov

 

“Si può fare arte con un Juke-box? Bene, Dylan ha dimostrato che è
possibile” (Allen Ginsberg, 1968)

Beato te Bob che puoi fare quello che ti pare

17 Nov

Beato te Bob che puoi fare quello che ti pare
se uno, uno solo al mondo
può fare davvero quello che gli pare
ma beato lui-
non è spocchia
neanche superbia
non sono una fan sfegatata
annichilita, scema
ma lo invidio
anche io vorrei fare quello che mi pare
ma non posso
non posso quasi mai-
Se lui quel 10 Dicembre
ha un concerto
e non vuole deludere
quelli che si sono comprati il biglietto?
o mettiamo che invece
non abbia un concerto
ma semplicemente
un altro impegno
magari con se stesso
perché dovrebbe rinunciarvi?
Davvero qualcuno pensa
che uno come Bob Dylan
sia uno da scena tipo il film di Moretti
mi si nota più se vado o non vado?
Ma dai, parliamo di  Bob Dylan
uno che è da una vita
che è sull’onda del successo
dei premi, degli elogi
che è sulla cresta dell’onda
dello scrivere, suonare
cantare con quella voce
che è tutta da Nobel-
beato te Bob che puoi fare quello che ti pare

 

A volte nel ricordo

10 Nov

E a volte
nel ricordo
l’occhio si spegne
diventa opaco
va oltre
la terra dell’umano dolore
perché c’è un oltre
dopo aver percorso
la terra incognita
del dolore profondo
che non sapevamo esistesse –
è come avere sempre sete
anche se si è bevuto
acqua fresca pulita –
in quell’oltre dei deserti
e degli oceani
e dell’universo tutto
l’occhio si spegne
in un vuoto
che dura un momento
dove tocchi
la morte dell’altro
dove conosci davvero
cos’è morire –
poi la vita riprende

Io gioco per la doccia

9 Nov

Per un certo periodo sono stata socia di un circolo del tennis.C’era anche una bella piscina. In quel circolo c’ho passato un sacco di tempo, domeniche, estati, serate. Giocavo a tennis, partecipavo ai tornei. Una volta ho sentito dire a uno: io gioco per la doccia. E’ una frase che non so perché mi è sempre rimasta in testa. Ogni tanto penso c’è gente che gioca per la doccia. Nella mia mente negli anni si è trasformata in una specie di stile di vita o filosofia. Un modo di affrontare la vita. Come dire non mi importa di vincere, io gioco per la doccia. Come dire per dopo. Sì, ma dopo cosa? Cioè la doccia per cosa sta in questa specie di filosofia di vita? Il premio che comunque arriva?

Remo Bassini

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