Archive | maggio, 2017

Auguri Bob per i tuoi 76 anni

25 Mag

Auguri Bob
per i tuoi 76 anni –
 chiamo te Bob
come chiamo Jack, Kerouac
o Allen, Ginsberg
o Lenore la Kandel
per via di quanto
mi siete muse ispiratrici
di pensieri
sensazioni forti
mai negative –
Ti vedo Bob
che intrecci
i tuoi cancelli di ferro
o dipingi
le tue strade
e auto
e caffè
tutti un urlo
di vita e polvere –
e ti vedo
sul tour bus
che deve essere bello
più bello viverci
mi sa ti piace
che nelle tue belle case
perché ci passi tempo e spazio
e sai Bob
per un bluesman
come sei
con quella voce così che hai ora
76 anni
sono anche pochi

E Kerouac cercava Dio ovunque

21 Mag

E Kerouac cercava Dio ovunque
nell’alcool che beveva
e nella figlia identica a lui
che si era rifiutato di riconoscere –
lo cercava nella strada
nelle facce, nei corpi, negli autobus
nelle case, nei campi, nelle industrie
e lungo le ferrovie –
la strada fu il suo sentiero
il suo pellegrinaggio senza santuario
la strada era il suo Mandala
c’era lui, c’era Neal che era la vita in sè
e c’era Dio
che Jack non riuscì mai a vedere

Salvarsi

8 Mag

Per essere
salvato

ci vogliono
molte mani –
tengono, stringono
costringono –
ma è come una carezza

In autobus

4 Mag

Fuori dal finestrino
l’indifferenza
del mio sguardo sul mondo –
poi
l’occhio cade
spontaneamente
(spontaneamente è importante)
in alto
verso le foglioline
d’un albero
da poco nate –
nel loro splendore
ai raggi scarsi di sole
ho visto
sentito
qualcosa –
che mi ha detto 
fuggevolmente:
oltre questo
c’è altro
oltre, dietro
in alto
qualcosa di santo

Nottambuli. Hopper e il romanzo che si scrive vivendo

1 Mag

8th of May

nighthawksMagari quella coppia si è già detta tutto e il bar è solo l’illusione di poter rimettere i cocci. Un ultimo tentativo di ricomporre una vita insieme. La donna è uscita di casa scoraggiata e l’uomo l’ha raggiunta. Nell’urgenza di provare che non tutto è perduto si è pure dimenticato di togliersi il cappello.

Oppure la coppia non è una coppia. Solo due individui che accostano le proprie solitudini. Un tentativo di chiacchiera che l’ora molto tarda non aiuta a decollare. «Mi permette di ordinare due…?», «Ordini quel che le pare.», «Anche lei da sola?», «Guardi non è cosa…», «Mi scusi non volevo…», «Si figuri, è questa città che uccide…». Lui ha ordinato, ma altre parole non ne sono uscite.

O magari sì, i due sono compagni nella vita. Ma stanotte proprio non riescono a prendere sonno perché l’agenzia viaggi della donna non funziona più. Un lavoro superato dai tempi…

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Leggo. È come una malattia. (Agota Kristof)

8th of May

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L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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Reading of Matt. Grunge Poems.

Tra il Bene e il Male, ho scelto Te.

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