Archivio | febbraio, 2014

Scrivo di gente

28 Feb

Scrivo di gente
che a un certo punto fugge
a un terzo del cammino
della loro vita –
poi tornano
e qui falliscono
si perdono
non hanno più una strada
l’unica loro era la fuga
il cammino della fuga –
i passi che fanno fuggendo –
ma poi tornano
ma non conoscono
i passi del ritorno
così falliscono
si perdono
su se stessi si piegano
e non si alzano più –
oppure si adeguano
si normalizzano
cercano il potere
lo trovano
e non si “accendono” più

Sotto i prati

27 Feb

Sotto i prati
e il grano verde
il segreto mormorio della terra
delle radici sottili
intrecciate e fresche
dei germogli che sbocciano
finalmente-
bisogna scrutare
e ascoltare
e immaginare per saperlo

Solo un minuto fa

23 Feb

Sulla casa
splendeva il sole
solo un minuto fa –
ora neautra è la luce
e spento il verde del grano

Guardando un cane ad un semaforo insieme alla sua padrona

18 Feb

I cani
che non hanno internet
sempre osservano il mondo
( e spesso ne hanno paura)

Hospice: La pena e il dolore

16 Feb

La pena mia

trattenuta

il suo dolore

trattenuto –

ma tutto negli occhi

e nella bocca

e nella pelle dura

da campagna

è il suo dolore –

occhi umidi

che non sanno piangere

che han visto mille cieli

mille colori della terra

milioni di spighe

coltivate –

lui ha questo viso

che mi fa pena

me l’ha fatta subito

appena entrato nella tisaneria

si accomodi”

impacciato

è rimasto un po’ lì

in piedi

poi si è seduto

ha preso il thè

con la ciambella

aveva questo viso

da Clint Eastwood

nei suoi film più belli

quello di ora che è vecchio anche lui –

Se non c’è la moglie” –

dice –

non si sa con chi confidarsi,

se non c’è la moglie

in una casa non c’è niente”

Ma ha un figlio con lei in casa” –

provo a dire

già sapendo la debolezza

di queste parole

che non confortano

non riempiono

quando il vuoto

è così grande

quando lo spazio lasciato vuoto

è così grande

lo spazio del cuore dico –

Si” – dice -” ma come si fa

a confidarsi,

non si può –

accanto tre donne

nelle loro belle chiacchiere

di amiche –

e G. che suona il piano –

sento questa pena

trattenuta

come il suo dolore

trattenuto –

se esplodessero

sarebbe peggio

peggio

Improvvisazioni su standard di musica jazz

13 Feb

Lentamente

 Lentamente

che più lento

non saprei

più lento

non saprei

non saprei

e così

ti capovolgi

capovolgi

il discorso

non è musicale

il tuo

discorso

non è qualcosa

che si definisca –

è aria

aria

che vola

in mezzo ad altra aria

 Una luce

 Mi ricordo

una luce

una stanza

una notte

luna, nebbia, strada

mi ricordo

pioggia, nera

e stoffe rosse

che ballavano

mi ricordo

una pista tonda

stoffe rosse che ballavano

 

 

 

 

Una storia su cui potrei anche scrivere un racconto o addirittura un romanzo

6 Feb

Che importano gli anni

che importa il tempo

quel che rimane

sono le immagini –

e io vedo

una casa strana

una casa che era una specie di loft

per forza un loft –

che era stato una fabbrica

e ora era un loft

senza cibo

naturalmente

senza odori di cibo preparato

in casa –

e quando si usciva

per il ristorante

si diceva

“che buono odore che esce

dalla casa del portiere” –

e già da allora

nel tempo della nebbia

antica

sentivo in me

che solo quell’odore

era una casa –

e insomma

c’era questo posto

che essendo stato una fabbrica

aveva questo stanzone vuoto

dove

non so dove

non so come

armadi

scaffali

arnesi

insomma intere stanze

erano nascoste

incassate

da qualche parte

ma c’erano –

ma ricordo una tavola nera

con sopra

canovacci pieni

di arance

che erano state spremute –

e questo modo di spargere

su canovacci decine di

arance spremute

mi sembrava una cosa bella e strana –

perché io lì

invidiamo e ammiravo

tutto e tutti

e mi sentivo un pesce fuor d’acqua

una che lì non c’entra

non è dei nostri

una che solo ci guarda

che è come mi sentivo sempre

allora –

alzando lo sguardo

dallo stanzone delle arance spremute

vidi il soppalco

dove sdraiata nel letto

stava lei, la Dea

la bella

la ricca

la amata –

e poi tutto deve essere precipitato

per lei, per noi

per tutti –

ci siamo salvati

alcuni

guardando

dentro noi stessi

e trovandoci

noi malgrado

anzi

malgrado noi

qualcosa di bello

 

Remo Bassini

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