Archive | dicembre, 2013

Jim in Italia

14 Dic

jim

James Koller è un uomo alto e allampanato, dalle spalle un po’ curve, una lunga coda di cavallo portata con affascinante disinvoltura, scarpe grosse antiche e una faccia piena di nostalgia degli anni finiti. Jim è un poeta. Per il mondo è anche altre cose ( marito, padre, fondatore del movimento bioregionale e di riviste…). Ma per me è un poeta. Anzi Jim è la poesia. La sua faccia, il suo parlare, il suo camminare, il suo guardarti, la sua malinconia sono poesia vivente. Jim non è diverso dalla sua scrittura, ecco il segreto del vero poeta. Le sue poesie parlano di coyotes, lupi, cervi, vecchi capi indiani, donne dalle ampie gonne, amori troppo presto finiti. Jim ogni due o tre anni viene in Italia a leggere le sue poesie e a salutare vecchi e nuovi amici. Si ferma nelle case, nelle osterie, nelle librerie, si alza e legge. Non mostra alcuna emozione particolare nel farlo. Jim è molto cool a vederlo. Non solo quando legge le sue poesie, ma anche quando parla, quando sta in mezzo alle ragazze piene di curiosità per questo vecchio ragazzo beat, che chissà quante storie ha da raccontare. A Jim piace la grappa italiana. E così quando qualche anno fa è venuto a casa nostra per una serata di sue letture poetiche, e gli abbiamo chiesto: vuoi qualcosa da bere? Lui ha risposto “grappa”. Ci è sembrata una cosa simpatica che la prima cosa che Jim ci ha detto sia stata “grappa”. Lui è così naturale, spontaneo, anche nella sua malinconia. Come l’epoca americana di cui è uno degli ultimi rappresentanti viventi. Tra me e Jim la comunicazione non è così fluida come vorrei per via del mio inglese malandato, ma c’è sempre Giuseppe Moretti a darci una mano per questo. E’ la sua fortuna il mio sgangherato inglese, sennò lo tempesterei di domande sulla beta generation, e vorrei sapere dettagli e aneddoti su Ginsberg, Kerouac, Lenore Kandel, poetessa hippy da me molto amata. Il Italia ilo vero mondo beat, quello hippy, quello dei Diggers di San Francisco, quello del bioregionalismo, del ritorno al villaggio, non sono molto conosciuti. Se ne ha un’idea vaga e stereotipata. Le poesie di Jim rispecchiano quel mondo e per chi non ne sa nulla possono anche spiazzare. Questo perché da noi non siamo abituati alla spontaneità in poesia, al fatto che essa rappresenti ed esalti momenti di vita di una grande intensità pur nella loro semplicità e quotidianità. Da noi resiste ancora l’idea che più la poesia è oscura e meglio è.
Non so nulla della vita americana di Jim, non so come sia la sua casa, la sua cucina, il suo armadio. Ma so com’è il bosco dove lui cammina, i falchi che ha visto mille volte, la donna che ha molto amato e che non lo capiva. Me li posso immaginare perché lui nelle sue poesie ne parla. Sono brevi fermo immagini dello scorrere della vita, soprattutto di quella animale.
L’ultima volta che Jim è venuto in Italia è stato l’anno scorso per il suo solito tour di readings. E’ venuto anche a leggere le sue poesie alla Locanda Pincelli di Selva Malvezzi.Abbiamo stampato dei volantini per pubblicizzare l’evento. E’ venuta gente da Bologna, ma più che altro c’era la gente del paese quella che i venerdì si raduna in questo locale per ascoltare musica rock dal vivo, mangiare buon cibo della cucina bolognese e bere buoni vini. Jim è stato la star della serata. La star venuta dall’America. Quell’America da molti di noi sognata, immaginata mille volte sui libri di Ginsberg, Kerouac, Ferlinghetti e gli altri meravigliosi frutti di quella generazione.

Hospice

5 Dic

Perché tutto qui –
va più in fretta –
la vita
e la morte

allora succede
che se parli
3,4 volte
con una persona
e poi…
e poi
la volta dopo
non la ritrovi
al Thè
o nella sua stanza
è come perdere
un amico di vecchia data
perché qui
tutto va più in fretta
la vita
e la morte
e si chiacchiera
ma non si perde tempo

Ecco,ecco,ecco

2 Dic

E se vinco gli attaccamenti materiali
ecco gli attaccamenti mentali
e se vinco la rabbia
ecco l’attaccamento all’ambizione
e se calmo la mente durante la meditazione
provo delusione fuori dalla meditazione
e se vinco la delusione
ecco il bisogno di riconoscimenti
e se scrivo poesie
ecco la pigrizia
per il romanzo che ho in mente
e se sto attenta al respiro
ecco che arrivano i pensieri sul futuro
e se vinco i pensieri sul futuro
ecco i pensieri sul passato
e su cosa farci col passato
con i ricordi
scriverli come i sogni
e trasformarli in storie, poesie?
e se vinco il discorrere
sullo scrivere
ecco…
ecco…
ecco…
ecco il mattino nebbioso
e se penso
ormai è Natale
penso a Gennaio, Febbraio
e alla prossima primavera
ecco…
ecco…
ecco…

Solo libri belli

Leggo. È come una malattia. (Agota Kristof)

8th of May

wild cats walk longer

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la periferia dello spirito

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VITA DA EDITOR

Interviste, recensioni e retroscena dell’editoria – a cura di Giovanni Turi

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L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

eleonorabagarotti

I Don't Need To Fight To Prove I'm Right. I Don't Need To Be Forgiven

Reading of Matt. Grunge Poems.

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