Archivio | agosto, 2012

Visione

29 Ago

E c’erano cavalli
c’era un confine
che loro attraversavano
venivano da me
ma non avevo
abbastanza erba per nutrirli

Una pausa di silenzio

24 Ago

Scrivevo dolci fiumi…
ma poi invece
furono montagne
calde blu notturne
e alveari gialli
chiusi
troppo caldi –
vibravano di vento
di mani che li carezzavano –
e poi vibravano anche di se stessi
per se stessi
fuchi chiusi
di filamenti intrisi –
poi una pausa di silenzio
e lento un lago appare
blu-nero
notturno –
la riva oscura
sottotraccia del lago
acqua bassa calma
piccole onde nere
silenziose, mute
senza canto –
la luna lontana
che non la guardo
un pò di nebbia
e poi di nuovo
una pausa di silenzio –
e dopo la pausa di silenzio cosa c’è?
cosa c’è?

Ascoltando contrary motion di Philip Glass

21 Ago

Per la meditazione
per la meditazione shamata –
oggetto della meditazione
mente che si assottiglia
epidermide che si rilassa
e sente meno mino il caldo –
invece L. vede Masai che saltano
e una lunga strada americana
e ci vede un autobus
solo un autibus

Il canneto

17 Ago

Vento e ombre –
nel canneto
abbiamo fatto un rifugio
largo, per starci
tondo –
terra secca
e foglie sottili intorno
irto di canne lunghe e verdi –
nel vento
secco è il suono delle foglie

Ascoltando Kaddish di Giulio Castagnoli al violoncello di Eduardo Dell’Oglio

12 Ago

C’è ancora il lago nero
tondo –
una vela bianca in mezzo
ferma
la vela è dritta
ma non sventola
non si muove –
non c’è vento
è tutto fermo
come cristallizzato
immobile nel tempo
che non scorre
che non passa –
la vela bianca rigida
e senza vento –
eppure nell’aria
c’è una musica di tango
su pedane nere
lucide
su cui la luce
si specchia
in lampi chiari
improvvisi

Ascoltando Hindemith al violoncello di Eduardo Dell’Oglio

8 Ago

E  c’è una scala lunga
vestita di bianco
velata la sale-
sfiora i gradini
e nera è la luce –
in cima c’è solo aria
la scala è bianca
come lei
che sale volando

Il mare d’Alberese

2 Ago

Che non si prende-
azzurro, verde, rotondo e grande
dal cuore cadono
cose dure, che l’occupavano d’inverno
 chiusa era la mente

Remo Bassini

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