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Improvvisazione su “Torniamo alle persone vive”

4 Ott

Torniamo alle persone
quelle che le incontri
le guardi –
per guardarle
le devi cercare
telefonargli
anche messaggiarle, va
quelle persone
che un po’ ti secca cercare
vorresti ti cercassero loro
è vanità? Timidezza?
E’ orgoglio –
quelle persone che se non le cerchi tu
non ti cercano
e allora dopo un po’ le perdi
e cerchi di non dispiacertene
e ci provi e dopo
rimane solo un po’ di amarezza-
questo tra le persone “vive”
non quelle telematiche
che non esistono
davvero non esisto
io esisto
perché sto scrivendo
velocemente
sulla mia tovaglia a scacchi
mentre cuoce il risotto
e mi devo sempre alzare
e rompermi le scatole
a girarlo
—intervallo—
come ora che ho fatto un intervallo
per alzarmi
e andare a aggiungere
un po’ d’acqua nel brodo per il riso –
ecco
ho scritto in fretta
mi è venuta anche un po’ d’ansia
non so perché –
forse perché
pensare alle persone vive
un po’ emoziona

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Una faccia

18 Mar

Una faccia
tra l’assonnato
e l’assassino-
un corpo giovane
alto
ben piantato ma snello-
uno sguardo
1-2-3 secondi
come ci fosse tra noi
un piano, un accordo-
come fossimo lì
gli unici presenti
vigili a guardare
per capirlo il mondo

Parole e baci

8 Feb

Quelli che non ci sono più
che sono morti
oppure ci hanno lasciato
o li abbiamo lasciati noi –
i loro oggetti
mischiati ai nostri
i loro pensieri mischiati ai nostri
le parole, i baci, i corpi –
ora non più

Facciamo un po’ di conversazione?

31 Gen

Facciamo un po’ di conversazione?
Le tue donne
le donne che hai avuto
prima di me
si somigliavano?
Io esulo
dalla loro somiglianza?

In autobus, la vecchia signora

28 Gen

La bella mano
abbandonata sulla borsa –
la lettura
di un vecchio libro ingiallito
letto mormorando con le labbra-
poi
alza lo sguardo
e mi sorride

Non essere capiti

18 Set

Non essere capiti
è come

un lutto

In spiaggia

29 Lug

Davanti a me sdraiata su un telo colorato c’è una ragazza; la chiamo così ma forse può avere anche 40-45 anni. Il telo è arancione di cotone. Ha i capelli neri lucidi corti ma legati lo stesso in alto in un ciuffetto buffo. E’ strano, in tutti i giorni che sono qui è la prima persona di cui mi va di scrivere. E’ sdraiata a pancia in giù, s’è levato il piccolo reggiseno marrone fatto all’uncinetto, ha slip piccolissimi, il culo grosso, la schiena bella. Ha un cerchietto di perline colorate ad una caviglia, nell’altra ne ha uno marrone come quelli che porta al polso. Ha il braccio sinistro tatuato a colori verdi-rosa. Da dove sono io non si vede cosa rappresenti. Nella parte alta ha un braccialetto d’argento.Mi sa di simpatica. E’ sola, nella vita chissà.

Paolo Ferrucci

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