Archivio | marzo, 2012

Improvvisazione ascoltando di Eliane Radigue: Trilogie de la mort part 3/4

27 Mar

C’è un folla nella mia mente –
milioni di esseri brulicanti di vita
parlano
si dibattono
cercano la loro rinascita –
è una massa ventosa, confusa.
Si fa largo una voce
nel brulichio informe
di tante vite –
milioni di vite passate –
sono un turbile che gira, gira
e non si ferma mai,
non si può fermare.
ma al suo interno c’è una voce
una voce musicale,
un fremito
non di vita ma di gioia –
mi abbandono
su questo turbine di esseri
mi abbandono
su questo unico suono di gioia.

Tutto si affievolisce
va via
non c’è più –
cosa rimane?
la mente silente –
buddità che si fa regina
una fiammella minima
una fioca candela nella notte buia
nella notturna attesa.
lontano un rintocco lieve
che non chiama
ma semplicemente è –
si fa attendere
si fa contare –
ardono mille fiammelle
sull’altare d’oro
si accumulano le offerte.

Ora il rintocco
si fa più solerte
e si avvicina –
è qui per te ora
non più per tutti,
vuole essere ascoltato
chiama proprio te
cosa aspetti
ad andargli dietro? –
ti chiama più forte
e se non lo segui
di nuovo ci sarà l’errore
e strade sterrate piene di sassi.


Si accendono tutte le luci
non più fiammelle e candele
in templi e gompa isolati –
sono le luci delle città
dei sobborghi
dei quartieri abitati –
il rintocco si allontana –
qualcuno è ri – nato:
un bimbo nasce
una formica nasce
un cocodrillo
una scimmia
un rospo
anche una foglia

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Pesa poco la morte

24 Mar

Pesa poco la morte –
la tortora
sotto il fitto alloro
la bella siepe odorosa
non pesa
più “niente”

L’aria due giorni fa

21 Mar

Guarda
come tutto
oggi sembra più verde
più luminoso –
foglie vecchie e nuove
le nuove sì
anche le vecchie
scaldate dal sole
risvegliate dal vento

La solita trafficata strada

18 Mar

La solita trafficata strada –
musica, sole negli occhi, caldo –
guido e butto l’occhio
ai prati, alle case di campagna –
è un mondo accanto
il confine è solo mentale –
uno stretto fosso e oltre
comincia un prato
una vigna
un orto
una casa d’altri tempi –
 vedo una scena
di quell’altro
parallelo mondo
d’animali e piante
con i loro modi e riti
rapporti personali
gusti
rabbia
amori
perfino preoccupazioni –
un galletto
bianco stizzoso
nella sua cresta rossa
insegue, sgrida
riporta a “casa”
due giovani
incaute gallinelle
biache come lui –
si sono avvicinate troppo
alla strada
alle roventi veloci ruote
di camion e auto
distratte o indifferenti

Hospice, una conversazione al thè del giovedì

15 Mar

“E’ dieci anni che stiamo insieme”-
racconta la sua storia -lui 18 lei 24 anni
poi lui 26 e lei 32
ora lei 39 e lui 33 –
racconta la sua storia
d’amicizia e poi d’amore –
del padre non dice
è cosa più privata dell’amore

Palde Gyatso in “The fire under the snow”

11 Mar

Palde Gyatso
in “The fire under the snow” –
il film è la sua faccia
gli occhi sono la sua faccia –
RISOLUTI
DETERMINATI
INDOMITI
FORTI
MA DOLCI –
non tutti sono come lui
dicono nel film gli amici –
dopo tanto dolore
come si fa ad avere quel viso?
il carcere e le torture
non servono solo  punire
si vuole cambiare
la mente dei tibetani
far loro cambiare idea
non desiderare più l’indipendenza –
dice l’esperto occidentale –
su tutti Palden
allunga la  luce ardente
dei suoi occhi
ancora stupiti di essere vivo
sano
avere una casa tranquilla
in cui vivere
sentire il suono malinconico  e dolce
della pioggia –
poter versare latte
in un tegamino per scaldarlo –
stupito sembra ancora
di poter di nuovo pregare,
recitare mantra
leggere i sacri testi-
stupito sembra ancora
che italiani di Amnesty International
si siano mossi per liberarlo
dalle carceri cinesi in Tibet –
lui che ormai dopo 33 anni di prigionia
era arrivato, come dice nel film,
a non credere più negli uomini –
ma ora se ne sta
nella sua piccola casa a Dharamsala
tra le immagini sacre
i lumini
e le foto di S.S. il Dalai Lama
che in carcere sognava
venisse a liberarlo

il sorriso

8 Mar

nella foto di ognuno
c’è un sorriso
sottotraccia –
eri triste,
te lo ricordi,
pensavi d’esser disperato
e non lo eri

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