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La paura divincere

15 Feb

Mi ricordo la paura di vincere a tennis –
deve esserci una responsabilità
che si prende
una responsabilità…
dev’esserci un dover essere
nel vincere
primeggiare
uscire dal coro
che ti fa preferire il perdere –
il perdere al vincere
che ti fa preferire il tran tran quotidiano
all’avventura che potrebbe darti un senso
un senso pieno della vita
invece del privo di senso
del semplice alzarsi-vestirsi-andare al lavoro –
dev’esserci un motivo
che ti fa perdere invece di vincere
che ti fa rinunciare
invece di provarci –
la pigrizia dev’essere
qualcosa che ancestralmente
doveva essere vantaggioso
e che ci portiamo dietro.

Mi piace andare in un bar carino

24 Gen

Mi piace andare in un bar carino a parlare con le amiche
ma io sono una di quelli che stanno bene a tu per tu
a uno a uno
anzi in questo caso a una a una –
nel gruppo mi perdo
sì certo, le amiche si possono incontrare anche in casa dell’una o dell’altra
ma non è mica la stessa cosa
a me con un’amica piace stare nell’aria libera del bar
meglio  se carino e pieno di gente
che come noi beve caffè, cappuccini, mangia paste, tramezzini –
l’aria libera del bar
vuole dire fuori da quella che si consuma in casa
quella del bar è aria varia, multicolore
non è calma, tranquilla, non è domestica –
la parola domestica mi ha fatto venire in mente l’altra: addomesticata –
l’aria addomesticata delle case.

Campagna d’inverno

19 Dic

campagna-dicembre

Foto di Dianella Bardelli

Campagna scuoiata
deprivata
colorata
senza, ma anche con –
lontano
dove comincia il cielo
il verso d’oche selvatiche

Quella luce che sa di nebbia

18 Dic

luce-in-campagna-dicembre

Foto di Dianella Bardelli

Quella luce
che sa di nebbia

La canzone di Mina: Se telefonando

18 Dic

Stamattina avevo in mente la canzone di Mina “Se telefonando io potessi dirti addio ti chiamerei”. Mi ripetevo mentalmente questo inizio di canzone più e più volte e intanto pulivo il bagno.
Ho pensato: Mina ha quasi sempre cantato canzoni d’amore, spesso è la protagonista del testo a soffrirne, qui no, è lei che deve lasciare un uomo, è un amore che per lei è finito anche “se è appena nato”. Si preoccupa che chi è lasciato ne soffra. C’è stato un tempo, non so quando, non so per me a quale età, in cui l’unica cosa importante erano gli amori. Il resto non esisteva. Tutte le cose per cui ci preoccupiamo oggi, guerre, politica, soldi non esistevano. A posteriori mi viene da pensare: che bel periodo…Se mai è davvero esistito. Era un po’ come da bambini quando si crede ancora a Babbo Natale.

Ascoltando Not Dark Yet di Bob Dylan

1 Dic

Sono le 16,48
e oggi sono un po’ triste
ma fuori c’è un rosa che rincuora –
che però sfuma e fra un po’
come tutto
se ne andrà –
e ascolto anche quella di Bob
di tristezza che canta la sua Not Dark Yet
e guardo in Maggie’s Farm
la traduzione italiana
e mi sento nel luogo profondo
della tristezza –
leggete e ascoltate Not Dark Yet
per piacere –
chi dice che Bob non è un poeta?
anzi ora si dice che non lo è abbastanza
lo è, ma solo un po’
ma non abbastanza –
ascoltarlo in Not Dark Yet
è guardare la mia-sua tristezza –
poi l’ultima nota
e il frinire del computer

 

A volte nel ricordo

10 Nov

E a volte
nel ricordo
l’occhio si spegne
diventa opaco
va oltre
la terra dell’umano dolore
perché c’è un oltre
dopo aver percorso
la terra incognita
del dolore profondo
che non sapevamo esistesse –
è come avere sempre sete
anche se si è bevuto
acqua fresca pulita –
in quell’oltre dei deserti
e degli oceani
e dell’universo tutto
l’occhio si spegne
in un vuoto
che dura un momento
dove tocchi
la morte dell’altro
dove conosci davvero
cos’è morire –
poi la vita riprende

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L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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Tra il Bene e il Male, ho scelto Te.

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