Archivio | settembre, 2012

Un giovedì di qualche settimana fa

26 Set

Spesso si fanno belle chiaccchiere all’Hospice –
non sempre capita
ci dev’essere un pò di gioia in noi perché capiti –
qualche settimana fa si è parlato di giovinezza e vecchiaia –
e A. che ha 50 anni si è meravigliata
che abbiano cominciato a darle del lei
e una signora le ha detto: alla sua età mettevo la minigonna
e io ho detto: che bella la minigonna
e poi ho detto che sono entrata nell’età anziana
e una ragazzina davanti a me
rideva di tutto quello che dicevamo
e poi ho scoperto che ha tre figli –
eravamo in quel momento tutte donne –
a parte me e A. erano madri, figlie di persone
che nelle stanze erano a letto e stavano male –
ma lì nella nostra sala del thé c’era questa atmosfera
che mi faceva bene al cuore –
e prima ero andata a trovare A. nella sua stanza
ed ero contenta di vederlo parlare con un suo amico in visita –
mi ha guardato e chiesto: quali novità?
abbiamo accennato alla lotta dei minatori sardi –
poi lui mi ha detto: stai proprio bene oggi –
sì, gli ho risposto, hai visto mi sono messa anche la collana –
ho visto, ho visto, mi ha detto lui

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Lama Yeshe disse…

25 Set

” Sunyata is difficult, very subtle; but love is not complicated.
Anyone can practice it”.
(Sunyata è difficile, molto sottile; ma l’amore non è complicato. Chiunque lo può praticare)
da Stephen Schettino, The novice

La festa

24 Set

Tavoli
piatti vuoti
bicchieri di carta –
una piccola nera mosca
su quel tovagliolo bianco di carta
cerca gli avanzi delle nostre labbra

improvvisazione senza titolo

18 Set

E scavo rovine profonde nere di pioggia
in strade nere di pioggia
cristalli bianchi scendono da un cielo che non si vede
è neve solida lenta nello scendere,  non tocca terra –
c’è una donna che alza il viso a questi fiocchi di neve asciutta
un viso, il corpo non c’è oppure non si vede o è di nero vestita –
intorno, ho detto, è notte
ma come se il sole si fosse spento o qualcuno l’avesse spento –
se questo è quel che la mia mente lasciata a se stessa scrive
in questa “reale” bella giornata di settembre
mi stupisco
e mi domando ma chi siamo allora noi?
solo immagini ( cioè vacuità) passeggere
quandri, parole, colore di pennelli

Ascoltando il rock di Massimo Priviero

13 Set

E le note si scompongono
come oggetti di vacuità

Ho sognato che morivo

10 Set

Ho sognato che morivo
che resistevo al morire
cercavo di rimanere
ma lentamente
inesorabilmente
mi allontanavo
perdevo il contatto
era una lotta che perdevo –
tutto si dissolveva
piano piano svaniva
era come un allontanarsi
ma era tutto inutile
era una battaglia persa –
ma queste inutili parole
non rendono l’idea di quel
che davvero accade

Improvvisazione ascoltando Whistman’s wood di John Surman

8 Set

Prima uno sguardo
uno squarcio
su un vago tramonto sul mare
rosso, scuro tramonto –
solo uno sguardo
nella pupilla il tramonto
un vago tramonto
scuro
un triangolo aperto
di un tramonto
di luce scura
spenta, vaga –
poi fumo
oppure vapore azzurro
e un risciò
che svelto corre leggero
il risciò è vuoto –
e un uomo anziano
che fa no no  con la testa
e le strade di New York
all’entrata di Central Park

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