Tag Archives: improvvisazione poetica

Il 13 Gennaio 1968 Johnny Cash tenne due concerti nella prigione di Folsom; ascoltandone uno ho scritto questa poesia: I’ m Johnny Cash!….

18 Gen

 

Difficile immaginare
la prigione di Folsom,
non bastano le fotografie-
mancano gli odori,
i sapori
il caldo e il freddo
l’umidità di 2000 respiri-
lo scalpiccio di 4000 scarpe-
e il grattarsi il collo
di un bel po’ di mani,
e altrettanti a tirar su col naso,
e il profumo di uno
e la brillantina di un altro-
e com’é la voce che dice “ho sete”?
e quella che dice “esco tra 10 anni”?
e quella che dice “ lo rifarei”?
e quella che dice “ ho scritto una canzone”?
e quella che dice “ son due mesi che non viene qui”?-
e i pensieri?
Come immaginare
i loro 2000 cervelli
e coscienze animate
da amori, desideri,
pentimenti, odi, noia,
rimorsi e ambizioni?-
e come immaginare il mal di denti di uno
e la gastrite di un altro?
E come immaginare il sentirsi rinchiuso
mentre Johnny il tuo idolo
é lì davanti a te-
e poi però, lui uscirà
dalla stessa porta
da cui è entrato
3 o 4 o5 ore fa
e non 15 o 20 anni fa?
Come immaginarlo?

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Dalla finestra

5 Gen

Essere nube
che la porta
il vento

Piccole improvvisazioni alla mostra di Carlo Bononi a Ferrara

1 Gen

San Girolamo Borromeo
la nuvoletta

su cui
l’estasi lo porta
è nera
grigia

fumosa –
più che un’estasi
un offrirsi alla morte

Sibilla
moderno
strano
volti ottusi
ambigui
ci interrogano
sembrano chiedere
ma ci credete?

Giunone
Alza il pollice del piede
come fosse tesa
protesa a qualcosa
in basso
qualcuno che passa
qualcuno da guidare
seguire
a cui insegnare

San Sebastiano (di Guidi Reni)
bello, sensuale, non soffre
sembra godere
guarda in alto
come ad un amante

Angelo Custode
impettito, sicuro di sè
indica la via
come un buddha
illuminato
senza dubbi
e senza dolore

Compianto del Cristo morto
bellezza senza dramma
armonia
dolcezza
amore
senza dolore

 

Sulla strada

20 Dic

La nutria spiaccicata
tra un’auto e l’altra –
il pasto della gazza

che non è ladra

Non l’ho fotografato

6 Dic

Non l’ho fotografato
avrei potuto
non si sarebbe opposto –
passavo di lì
per riporre qualcosa nell’armadio
e l’ho visto
sul davanzale della finestra _
piccolo, come accucciato
un uccellino piccolo piccolo
sulla testa una striatura gialla
un fringuello, non so –
aveva gli occhi chiusi
e tremava, palpitava
come quando anche noi
stiamo male
o abbiamo paura –
l’ho guardato
poi mi sono detta
oggi lo porto alla LIPU
magari lo salvano –
sono tornata a quella finestra
dopo un po’
ora aveva gli occhi aperti
due puntini neri
come quelli ardenti del mio cane
l’ho guardato
lui ha voltato la testa di lato
guardando in su –
sono tornata da lui dopo un po’
non c’era più
una buona notizia –
mi sono affacciata
per vedere
se non fosse caduto sul prato
mi pare di no –
sono contenta
di non averlo fotografato
l’ho lasciato alla sua vita
senza una digitale immortalità

Prima della rivoluzione si ballava l’hully gully

23 Nov

Prima della rivoluzione
si aveva 18 anni –
si ballava l’hully gully
si facevano le feste in casa
oltre se stessi e il gruppo di amici
il nulla –
non si parlava di politica
non si sapeva cosa fosse
c’era il ballo delle debuttanti
c’era la festa delle matricole
dopo la scuola si andava in un bar
si scendeva una lunga scala
con lo corrimano di plastica rossa
e lì c’era un jukebox
e anche lì si ballava l’hully gully
oppure il cha cha cha della segretaria
ci si truccava molto gli occhi
per le feste in casa
due liste ragazzi-ragazze
di numero pari
qui ci si conosceva
e dopo un po’ ci si fidanzava –
insomma…
l’unico scopo della vita
era divertirsi

Al concerto di Ernst Reijseger

7 Nov

 credits: © Bruno Bollaert

Che viene da lontano
lontano va
viene

ritorna
fa meditare
rilassa
ti porta via
tutto sommato semplice
classico –
poi come un balletto le dita
tanti strumenti diversi
le dita –
poi una messa cupa
seria
compresa-
poi una folla
di pazzi saltimbanchi
irrompe
vanno via –
lui con il violoncello
è un continuo farci l’amore
un orgasmo che va e viene –
erotico
sessuale –
chissà se a suonare
si diverte ancora –
poi fa un po’ il clown
e c’è questa idea
che qui
lui è solo

Traduco Canzoni.

Portiamo parole straniere ad orecchie italiane. Un album per ogni post. Qualsiasi genere, anche quelli che non vi piacciono. Tradotti bene eh, mica con Google Translate. Per cercarle c'è un bel link là sopra, che qua non mi fa mettere una ceppa.

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