Tag Archives: improvvisazione poetica
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Cancellare

21 Feb

cancellaredue

Cancellare
mettere un cancello

tra te e le parole scritte
che non ti sono piaciute –
o forse
è solo paura

La paura divincere

15 Feb

Mi ricordo la paura di vincere a tennis –
deve esserci una responsabilità
che si prende
una responsabilità…
dev’esserci un dover essere
nel vincere
primeggiare
uscire dal coro
che ti fa preferire il perdere –
il perdere al vincere
che ti fa preferire il tran tran quotidiano
all’avventura che potrebbe darti un senso
un senso pieno della vita
invece del privo di senso
del semplice alzarsi-vestirsi-andare al lavoro –
dev’esserci un motivo
che ti fa perdere invece di vincere
che ti fa rinunciare
invece di provarci –
la pigrizia dev’essere
qualcosa che ancestralmente
doveva essere vantaggioso
e che ci portiamo dietro.

Mi piace andare in un bar carino

24 Gen

Mi piace andare in un bar carino a parlare con le amiche
ma io sono una di quelli che stanno bene a tu per tu
a uno a uno
anzi in questo caso a una a una –
nel gruppo mi perdo
sì certo, le amiche si possono incontrare anche in casa dell’una o dell’altra
ma non è mica la stessa cosa
a me con un’amica piace stare nell’aria libera del bar
meglio  se carino e pieno di gente
che come noi beve caffè, cappuccini, mangia paste, tramezzini –
l’aria libera del bar
vuole dire fuori da quella che si consuma in casa
quella del bar è aria varia, multicolore
non è calma, tranquilla, non è domestica –
la parola domestica mi ha fatto venire in mente l’altra: addomesticata –
l’aria addomesticata delle case.

Campagna d’inverno

19 Dic

campagna-dicembre

Foto di Dianella Bardelli

Campagna scuoiata
deprivata
colorata
senza, ma anche con –
lontano
dove comincia il cielo
il verso d’oche selvatiche

La canzone di Mina: Se telefonando

18 Dic

Stamattina avevo in mente la canzone di Mina “Se telefonando io potessi dirti addio ti chiamerei”. Mi ripetevo mentalmente questo inizio di canzone più e più volte e intanto pulivo il bagno.
Ho pensato: Mina ha quasi sempre cantato canzoni d’amore, spesso è la protagonista del testo a soffrirne, qui no, è lei che deve lasciare un uomo, è un amore che per lei è finito anche “se è appena nato”. Si preoccupa che chi è lasciato ne soffra. C’è stato un tempo, non so quando, non so per me a quale età, in cui l’unica cosa importante erano gli amori. Il resto non esisteva. Tutte le cose per cui ci preoccupiamo oggi, guerre, politica, soldi non esistevano. A posteriori mi viene da pensare: che bel periodo…Se mai è davvero esistito. Era un po’ come da bambini quando si crede ancora a Babbo Natale.

Ascoltando Not Dark Yet di Bob Dylan

1 Dic

Sono le 16,48
e oggi sono un po’ triste
ma fuori c’è un rosa che rincuora –
che però sfuma e fra un po’
come tutto
se ne andrà –
e ascolto anche quella di Bob
di tristezza che canta la sua Not Dark Yet
e guardo in Maggie’s Farm
la traduzione italiana
e mi sento nel luogo profondo
della tristezza –
leggete e ascoltate Not Dark Yet
per piacere –
chi dice che Bob non è un poeta?
anzi ora si dice che non lo è abbastanza
lo è, ma solo un po’
ma non abbastanza –
ascoltarlo in Not Dark Yet
è guardare la mia-sua tristezza –
poi l’ultima nota
e il frinire del computer

 

Beato te Bob che puoi fare quello che ti pare

17 Nov

Beato te Bob che puoi fare quello che ti pare
se uno, uno solo al mondo
può fare davvero quello che gli pare
ma beato lui-
non è spocchia
neanche superbia
non sono una fan sfegatata
annichilita, scema
ma lo invidio
anche io vorrei fare quello che mi pare
ma non posso
non posso quasi mai-
Se lui quel 10 Dicembre
ha un concerto
e non vuole deludere
quelli che si sono comprati il biglietto?
o mettiamo che invece
non abbia un concerto
ma semplicemente
un altro impegno
magari con se stesso
perché dovrebbe rinunciarvi?
Davvero qualcuno pensa
che uno come Bob Dylan
sia uno da scena tipo il film di Moretti
mi si nota più se vado o non vado?
Ma dai, parliamo di  Bob Dylan
uno che è da una vita
che è sull’onda del successo
dei premi, degli elogi
che è sulla cresta dell’onda
dello scrivere, suonare
cantare con quella voce
che è tutta da Nobel-
beato te Bob che puoi fare quello che ti pare

 

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