Telo bianco e demoni

25 Giu

S’agita il telo bianco
ma non è il vento –
sono anonimi demoni
di scuro vestiti
s’aggirano nei borghi
e paesi piccoli
si nascondono
dietro tende e panni stesi
e s’agitano
in una loro danza
che ha uno scopo
un linguaggio
un senso –
le ombre sul telo
ti sbeffeggiano
perché tu quel linguaggio
non lo sai
non lo capisci
perché
non sai niente
del mondo di qua
e di quello di là

Modi ruvidi e turbolenti, la moltitudine dylaniana

24 Giu

Grazie Corrado

8th of May

01-1

Un incanto oscuro dipinto da una voce dolce e gotica che ci arriva dal futuro, parlandoci di cosa fummo e di cosa siamo.

Terribile e solenne ci preme la carne, ci punge il cervello e ci accarezza lo spirito.

Un suono di letteratura e musica sulla vita e sulla morte di chi è conscio di dormire “con la vita e la morte nello stesso letto”.

Sul destino e il nostro vagare. Un avvertimento e un presagio.

Sulla distruzione e sull’autodistruzione del genere umano.

Sulle notti che abbiamo costruito e quella più buia che ci stiamo preparando ad affrontare.

Il vaticinio che forse il nostro mondo sta per incontrare la vigilia di una distruzione globale.

02Sull’importanza che i nostri pensieri terreni siano sempre più simili a una preghiera. E sul tenere sempre aperto il sentiero della mente per presentarci al meglio nel Giorno del Giudizio.

Versi e suoni che ci dicono…

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Vento come di mare

22 Giu

C’è un vento come di mare
c’è un’aria di quando sto al mare
o vicino al mare
ma non sul mare –
è uguale anche il suono del vento
perché anche là
nella casa vicino al mare
ci sono alberi
ma sono alberi diversi
e anche il vento forse è diverso
il vento di mare –
ma il suono è lo stesso
anche qua che siamo in campagna

John Gian, Tensioni, ‘round midnight edizioni

15 Giu

La casa editrice ‘round midnight ha da poco dato alle stampe un libro di poesie di John Gian dal titolo “Tensioni”. Di se stesso il poeta dice poche scarne parole nel suo sito http://www.johngian.it/bio/ : “Born in Vicenza, Italy, 1949. Poet, performer and visual artist.Organizer of international art and poetry events since 1977.Actually living and working in Venezia”.
In realtà John Gian dagli anni ’70 ad oggi ha avuto una lunga e intensa attività letteraria e amicale con molte personalità artistiche, da Franco Beltrametti ad Antonio Spatola, da william Borroughs a Allen Ginsberg, Gregori Corso e Gary Snyder durante il suo soggiorno negli Usa alla fine degli anni ’70.
John Gian ha fondato riviste e organizzato festival e readings letterari. “Tensioni” è la sua ultima raccolta poetica.
Tutto il libro è composto da poesie di strofe di tre versi alla maniera degli haiku. Poesie legate alla tecnica dell’improvvisazione tipica degli scrittori della beat generation, cui è legato appunto John Gian.
A volte i versi di questo poeta sono chiarissimi altre volte oscuri, almeno per me; oscuri di significato immediato, l’unico che sono in grado di riconoscere. Infatti se devo pensare a cosa vuol dire una poesia, non è più poesia, ma esegesi scolastica che non amo e nella quale non mi ci metto neanche.
Le poesie di “Tensioni” non hanno quasi mai titolo, sono numerate ma non datate, e questo è un po’ un limite perché è bello sapere in quale periodo della sua vita un poeta ha scritto una data poesia, se in gioventù o meno, ad esempio.
Una poesia autobiografica e forse recente è la numero 29. Penso sia autobiografica perché verso la fine scrive: ” a tre a tre/ nel ritmo/tre-tre-tre”, che è la tecnica di scrittura poetica di John Gian. Nei versi precedenti parla di “senescenza” e “paure inconsce”. Dice anche “digerisce il vissuto/ nel bozzolo/ domestico”, che in sè è un qualcosa di così reale, quotidiano, vero. Mi ha commosso, stupito e riempito di ammirazione essere riuscito da parte del poeta a sintetizzare in pochissime parole una realtà esistenziale che riguarda un po’ tutti. La vita fuori, la vita dentro, nella casa che in effetti è il “bozzolo” in cui ci riugiamo tutti. Insieme ad altre sue poesie nella pagina facebook della ‘round midnight edizioni Jhon Gian legge la n. 29:
https://m.facebook.com/roundmidnight.edizioni/videos/229541641530995/?refsrc=http%3A%2F%2Fwww.google.com%2F&_rdr

Un’altra poesia di questa raccolta che mi è piaciuta molto è quella dedicata a Gary Snyder di cui conosco e amo molto le opere ( la n. 26 ). Tratta dei temi cari a Snyder, vita e morte, sacralità di tutto ciò che esiste: “chiodo-spina/lampadina/fiore -ramo-ruscello/tutto è sacro/nel sacro/vuoto.
Mi sono emozionata per quella dedicata a Jim Koller. La poesia ne è un meraviglioso ritratto ; ci sono gli animali che quotidianamente vede: ” camminare in silenzio/ contemplare sostanza immortale//della samara nel volo elicoidale”, e soprattutto il suo poco parlare nella poesia e nella vita: “parole asciutte/linguaggio/scarnificato, e soprattutto: ” never talked/about/literature”. L’ho conosciuto Jim, è venuto insieme a Giuseppe Moretti di Lato Selvatico a leggere le sue poesie a casa nostra. In quella sua maniera appunto scarna. Mi piaceva il suo sguardo chiaro e desolato, i suoi capelli lunghi legati a coda di cavallo, la sua andatura lenta e ciò che ti mostrava di sè, poco ma profondo.

Il motto di John Gian che troviamo nel suo sito http://www.johngian.it/ è; Poetry is evrywhere. Lo condivido e cerco anche di praticarlo.

Lascia che accada

14 Giu

Lascia che accada
che le cose si incrocino
saltino dall’una all’altra
che si uniscano
tra bianco e azzurro
nell’immortalità delle nuvole
che proteggono e squarciano
che sia grigio o bianco
mai nero –
fatti cambiare forma
dal demiurgo vento _
piccola vaga
presto si sfalderà
senza fare ombra
ad alberi, zucchine e mandorli –
qui non rumori ma suoni
e una vaga malinconia che forse è fame

 

Da bambini

4 Giu

Da bambini
come fossero proiettili
dall’uno all’altro

Il vaso di ortensie

30 Mag

C’è un vaso di ortensie –
il vaso è verde per via del muschio e dell’umidità 
bisognerebbe pulirlo
per renderlo più bello –
bello = pulito, allora?
bisognerebbe saperlo

cut up (da due poesie improvvisate)

25 Mag

 

Sì corro
mobilità di sangue
non siamo genealogia
nelle brughiere ereditate –
però abbiamo alberi
freschi nel vento

loro prima le ho molti amate
aridità di cuore borghese

Beato

22 Mag

Beat
beat

beato
povero
e quindi battuto?
beatitudine
cosa credi
sia una cosa semplice..
no
è complicata
e non si raggiunge mai – 
se sei beato
sei anche battuto
e viceversa

Sembra una carta geografica

8 Mag

sembra una carta geografica 
ma è l’assenza di avvisi nel mio paese
ce n’erano sempre tanti
e poi per sicurezza non ci si saluta neanche 
solo una signora dice: ” E’ peggio che in guerra”

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