Archivio | gennaio, 2012

Nevinson, Uno studio a Montparnasse ( Palazzo Diamanti a Ferrara)

11 Gen

Il mondo immenso
fuori –
altro dal chiuso
della stanza scura, rossa
come l’interno di un corpo umano
come il suo cuore,
dico della casa –
il mondo fuori
oltre la grande vetrata
troppo chiaro, bianco
di case troppo alte
dove fa freddo –
dentro invece si sta
come nudi al sole

Giù la maschera!

9 Gen

Dietro la maschera dell’io
c’è tutto un (il) mondo –
per questo ai “letterati” non piace
l’improvvisazione –
li costringerebbe a togliersi
la maschera – protezione
del “sono un letterato”
e li costringerebbe
alla nudità
del Qui e Ora
(senza reti, protezione, identità) –
che bello!

Il video del mio romanzo Il Bardo psichedelico di Neal

8 Gen

Uscita che sono dall’Hospice ( improvvisazione)

6 Gen

 E qui io ritrovo me stessa
mi calmo
anche se qui
si vede morire o anche solo
deperire
anche se qui c’è pena –
io qui ritrovo me stessa
la mia pace, il mio centro
vorrei dire
la mia felicità –
ero ansiosa
per cose da
fare, raggiungere
conquistare
strappare –
e sono venuta qui
e tutto
si è calmato
illuminato
dolcificato
come i babà
che ha portato A. –
uscita che sono
col bavero alzato
del cappotto scuro
come mi sono sentita?
Né di là e non ancora di qua
eppure avevo già il bavero alzato
e il buio invernale
con un venticello caldo
mi ha accolto
ha fatto il gentile con me –
col bavero alzato
sono andata incontro alla sera
e mi sentivo non più là
e non ancora qua –
e verso la macchina
qualcosa è cominciato
ma poco
qualcosa che assomiglia
a qualcosa di sbagliato
che sa di errore –
e poi in macchina ho acceso la radio
sapendo che se non l’avessi accesa
sarebbe stato lo stesso
e quindi
guidando
ho capito che ero
già tutta di qua
già tutta nell’errore
nell’ingrata
solita condizione
dell’umano errore

haiku d’inverno

5 Gen

Cade una foglia
sfiora il vetro bagnato –
il disegno che fa

da http://solohaiku.altervista.org/

Improvvisazione su I Sigur Ros Agaetis Byjun: Lenore Kandel, la mia visone – ricordo di te

4 Gen

È una commemorazione
una messa in tuo onore
è una messa una cerimonia
c’è un fruscio di gonne
di pelle
di braccia
e qualcuno invoca il tuo nome
poi da lontano un treno
arriva è quello dei miei ricordi di te
che non ho
non ho ricordi di te
ho solo visioni di te
sono come i ricordi le visioni?
In un certo senso sì
anzi in tutti i sensi sì
sono immagini della mente anche quelle, le visioni
c’è insomma questo strano treno dei ricordi
questo treno sottile sottile
ammantato di verde
sottile
sto celebrando una messa per te
una messa poetica per te
c’è anche l’organo e voci bianche è una messa per te –
nessuno ti chiama
nessuno chiama il tuo spirito
non ti chiamano
però ti ricordiamo
io ti ricordo nel senso che ti evoco
ti vedo vecchia e sofferente
ma pur sempre Poeta
non di quelli laureati
cose da Congresso americano
no tu sei il Poeta Laureato della Vita
tu…
sul palco vestita da monaca
monaca amorosa d’uomini e spiriti
monaca della vita
così com’è
ricordi?
Penso tu ora sia in qualche eremo
sulla montagna
hai proseguito quella via
la via mistica
del sedere e meditare
e per te anche scrivere –
c’è un vecchio disco che gira a vuoto
e un vento polare antartico che tira
poi qualcuno bussa
batte, chiama
singulti
tu bandiera fissa della mente
io ti commemoro e non ti dimentico
tu hai aperto una via
come Allen
hai aperto la via
ma per farlo bisogna aver molto vissuto
sbagliato, fallito
incontrato amato
molto sofferto
tu nella tua schiena malata
io ti commemoro
ti commemoro
amica
ti voglio bene e tu nemmeno la sai
non lo hai mai saputo
e non lo saprai mai
L. ha fatto un ritratto di te che sembro io

 

 

 

 

 

Campagna

1 Gen

C’è un gran silenzio
in mezzo alla campagna –
neanche un cinguettio
neanche uno solo –
l’acqua nn scorre
nel solito canale
l’erba è immobile –
ma il cielo chiaro celeste
comincia a sfumare di nebbia
che all’orizzonte sale
e un airone lontano
tra le stoppie arancioni e basse
s’aggira come un vecchio zoppo –
su tutto lo stesso colore
dorato scuro
su tutto lo stesso silenzio
denso e faticoso
come prima di uno scoppio
o come prima del lampo

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