Tag Archives: mente

Tramonto

16 Set

Al tramonto
la campagna
diventa arancione –
ma se “diventa”
qual è
il suo vero colore?

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Fiorire

5 Set

Più che illuminarmi
vorrei fiorire

C’era un uomo

25 Lug

C’era un uomo proprio all’inizio del grande cimitero.
Entravi e lo vedevi.Era giovane, quarant’anni, penso.
Gli era morta la moglie da poco e lui stava lì accanto
alla sua tomba seduto su una sedia bassa di legno e
paglia, tutto il giorno fino a che il cimitero chiudeva.
Non sappiamo nulla di quelli che vediamo una volta,
una volta sola, ma ce li ricordiamo, non sappiamo nulla
di quello che gli è successo dopo negli anni, nei decenni.
Saranno invecchiati, si saranno rassegnati, saranno stati
di nuovo felici. Avranno avuto altre mogli se le hanno perse,
altri figli se li hanno persi. I fratelli no, se ci sono morti
non ce ne saranno dei nuovi.

Scrivendo la mente si svuota ma poi di nuovo di riempie

21 Lug

La mente sì magari si svuota scrivendo – ma poi si riempie di nuovo di ansie e paure di immagini e ricordi -e mi viene in mente il film La gatta sul tetto che scotta il dramma familiare che c’è dentro mi vengono in mente tanti spezzoni lui Paul Newman bellissimo ma più che bellissimo affascinante che ti porta con la mente dove vuole lui e poi mi viene in mente il film L’ultima notte di quiete e Alan Delon bellissimo ma soprattutto che ti porta  con la mente dove vuole lui – l’amore per gli attori si materializzava quando ero ragazzina
con il collezionare le loro foto -erano in bianco e nero e si compravano dal cartolaio con le amiche le guardavamo e sognavamo mi piaceva soprattutto Stewart Granger mi dava una specie di struggimento -buffo a pensarci oggi che hai a portata di clic milioni di immagini -noi invece dovevamo prima di tutto mettere da parte i soldi per andare in cartoleria poi andarci con le amiche scegliere la/le foto che ci piacevano e comprarle -chissà come dicevamo forse “vorremmo comprare delle foto di attori” dovevano essere dentro dei grandi album pieni di foto e noi probabilmente li sfogliavamo con calma e poi sceglievamo e forse dicevamo al cartolaio “prendiamo queste due” –
chissà quanto costavano

 

improvvisazione: un’idea bislacca

10 Lug

Quel suggerimento mi ha dato un’idea bislacca –
analgesica inconcludente
oasi verde
occhi smaglianti ossidati

però dal troppo guardare
guardarsi addosso
che tutto vada bene
che tutto sia in ordine
guardarsi anche dentro
che tutto sia a posto
che tutto vada bene –
allarmarsi quando non è così
né il fuori né il dentro
darsi da fare
perché tutto torni come prima
ma il prima non c’è più
e l’adesso è incognito –
darsi un obiettivo, uno scopo
tipo guardare le cose mentre si passeggia
guardare le piante, le erbe, i fiori spontanei
cresciuti belli dopo la pioggia
farseli piacere
darsi il compito di farseli piacere –
se non ci fossero gli impegni
le consegne, le cose da fare
ci sarebbe solo il corpo
e lo scrivere
così senza cercare il senso
come sto facendo ora

Mutamento e ripetizione

4 Apr

Leon andò nel bosco
poi al mare
sulla piccola duna bianca
e sotto il cespuglio verde scuro –
poi tornò nel bosco
nel bosco rigoglioso
andò Leon nel capanno
che era stato un tempo
un essiccatoio di frutti di castagno –
andò nel bosco Leon
poi andò al mare
su una spiaggia assolata
all’ombra di un basso cespuglio
battuto dal vento
poi tornò al bosco
ma chiudendo gli occhi
dentro il capanno buio
vedeva orrende maschere rosse
così uscì terrorizzato dal capanno
e per dimenticarle
andò alla spiaggia
a guardare il mutamento del mare
da una piccola duna –
rimase lì a guardare il mare
e vide il mutamento
del mare, del vento, della sabbia
non guardava le persone
guardava il mutamento delle onde
da calme a grosse
gonfie, alte, strane –
vide il mutamento
gli piacque
lo trasportò dentro se stesso
e capì: qualcosa è finito –
si alzò
ma volle insistere
a non praticare il mutamento
lo riconobbe
ma non lo adottò
preferì continuare
a praticare la ripetizione –
così tornò al capanno
a rifare la solita vita
di silenzio
e ombre e sole –
chiuse gli occhi
le maschere rosse e mostruose
erano sparite
dalla sua mente –
ne fu contento
ma l’amore del silenzio
durò poco –
il mutamento lo prese
e lo potrò via.

Vita vissuta

12 Feb

Quando qualcosa
in un tempo lontano
ci ha fatto soffrire
la mente lo registra
e lì sta –
poi
ogni volta
che qualcosa di simile accade
cambiando
tempi-luoghi-persone
non è qualcosa di simile
a quella del tempo lontano
che accade
è “QUELLA”
che all’infinito
si ripete
si ripete…
lo stesso quel qualcosa
del tempo lontano
non qualcosa
che gli somiglia

Paolo Ferrucci

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