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improvvisazione: un’idea bislacca

10 Lug

Quel suggerimento mi ha dato un’idea bislacca –
analgesica inconcludente
oasi verde
occhi smaglianti ossidati

però dal troppo guardare
guardarsi addosso
che tutto vada bene
che tutto sia in ordine
guardarsi anche dentro
che tutto sia a posto
che tutto vada bene –
allarmarsi quando non è così
né il fuori né il dentro
darsi da fare
perché tutto torni come prima
ma il prima non c’è più
e l’adesso è incognito –
darsi un obiettivo, uno scopo
tipo guardare le cose mentre si passeggia
guardare le piante, le erbe, i fiori spontanei
cresciuti belli dopo la pioggia
farseli piacere
darsi il compito di farseli piacere –
se non ci fossero gli impegni
le consegne, le cose da fare
ci sarebbe solo il corpo
e lo scrivere
così senza cercare il senso
come sto facendo ora

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Mutamento e ripetizione

4 Apr

Leon andò nel bosco
poi al mare
sulla piccola duna bianca
e sotto il cespuglio verde scuro –
poi tornò nel bosco
nel bosco rigoglioso
andò Leon nel capanno
che era stato un tempo
un essiccatoio di frutti di castagno –
andò nel bosco Leon
poi andò al mare
su una spiaggia assolata
all’ombra di un basso cespuglio
battuto dal vento
poi tornò al bosco
ma chiudendo gli occhi
dentro il capanno buio
vedeva orrende maschere rosse
così uscì terrorizzato dal capanno
e per dimenticarle
andò alla spiaggia
a guardare il mutamento del mare
da una piccola duna –
rimase lì a guardare il mare
e vide il mutamento
del mare, del vento, della sabbia
non guardava le persone
guardava il mutamento delle onde
da calme a grosse
gonfie, alte, strane –
vide il mutamento
gli piacque
lo trasportò dentro se stesso
e capì: qualcosa è finito –
si alzò
ma volle insistere
a non praticare il mutamento
lo riconobbe
ma non lo adottò
preferì continuare
a praticare la ripetizione –
così tornò al capanno
a rifare la solita vita
di silenzio
e ombre e sole –
chiuse gli occhi
le maschere rosse e mostruose
erano sparite
dalla sua mente –
ne fu contento
ma l’amore del silenzio
durò poco –
il mutamento lo prese
e lo potrò via.

Vita vissuta

12 Feb

Quando qualcosa
in un tempo lontano
ci ha fatto soffrire
la mente lo registra
e lì sta –
poi
ogni volta
che qualcosa di simile accade
cambiando
tempi-luoghi-persone
non è qualcosa di simile
a quella del tempo lontano
che accade
è “QUELLA”
che all’infinito
si ripete
si ripete…
lo stesso quel qualcosa
del tempo lontano
non qualcosa
che gli somiglia

Parlami!

20 Gen

Anche se so poco
anche se so niente
di buddismo e cristianesimo
anche se è così
perché leggere un pò
non è sapere
praticare un pò
non è praticare
lo stesso mi viene da pensare
che quando Francesco
nel film della Cavani
urla, piange
grida Parlami!,
so cosa invoca
so chi invoca
perché a volte quando ti va bene
l’erba sui cui cammini
ti parla
ti parla di luce e vita
di freschezza
e di germogli
appena spuntati –
ma a volte invece
l’erba è solo erba
e non ti parla
è solo qualcosa di verde
che nasce-cresce-muore
proprio come te
e allora anche tu
più silenziosamente
più indegnamente
che nel film della Cavani,
allora dentro di te anche tu
chiedi: parlami!
torna a parlarmi
perché anche l’erba
ha una voce
e poi non ce l’ha più
ti parla
e poi non ti parla più –
e quando ti parla
senti che dietro quell’erba
c’è qualcuno
un’entità, un essere
diverso da te
che non nasce-cresce-muore
ma sempre è

 

La mente è anche una caverna

18 Gen

La mente è anche una caverna
su una montagna alta
bianco-rosa come fosse di marmo –
dentro c’è un uomo
un monaco oppure no
sta lì
medita
guarda dentro di sè
la fiamma gialla di Buddha –
ha già scacciato i demoni
i suoi pensieri ossessivi
preoccupazioni
paure
di malattie indicibili –
li ha già sconfitti
osserva la sua fiammella gialla
lì in mezzo al suo petto –
ne silenzio
che a volte è così profondo
non è “nulla”
è “qualcosa”
di denso
è aria riempita
di qualcosa di invisibile
ma che c’è –
ecco cos’è il silenzio
a volte –
è giusto isolarsi
non ascoltare – vedere
più quel che di mostruoso
il mondo genera?
Forse non è giusto
ma è necessario –
vedo
su quella montagna scoscesa
bianco -rosa
come marmo
l’apertura
della caverna dove
l’uomo-monaco
sta
ad osservare
quella fiammella
in mezzo al petto

Inconscio e Karma

29 Dic

Mi accorgo
che tutto avviene dentro di me
a mia insaputa –
l’Occidente lo chiama Inconscio
il Buddismo Karma

E c’erano i sapienti

17 Dic

E c’erano i sapienti
e un sacco di gente
in quelle stanze grandi e piccole –
c’erano corridoi
che portavano in queste stanze
era un posto chiuso
un appartamento
un posto chiuso
di sapienti e gente
che li ascoltava –
c’erano anche dei curiosi
che non erano discepoli dei sapienti
questi avevano un’aria, un modo di fare diverso
erano sicuri di sè
come sempre succede a chi
ha trovato qualcosa
che assomigli ad un tesoro –
altri  erano venuti lì per curiosare
imparare qualcosa
evolversi nella mente
aprirsi e trovare la pace –
io ero uno di questi
come si suol dire ero/sono in un cammino
senza  un punto di partenza
e un punto d’arrivo
perché io un tesoro
un tesoro vero
non l’ho mai trovato –
in questo appartamento
dove alcuni sapienti parlavano
io andavo da una stanza all’altra
ad ascoltare l’uno e l’altro
e c’erano proprio i loro discorsi
erano giusti e li capivo
ma non li ricordo più
purtroppo –
ma succede sempre così
si capisce qualcosa
ci sembra di capire qualcosa
ma poi lo dimentichiamo –
preferiamo
mangiare
guardare la Tv
mandare messaggini
girare in linkedin
o nelle news sul telefonino –
le abbiamo ascoltate tante volte
quelle parole di saggezza
e c’erano sembrate sempre
utili, perfette per noi –
ma poi ce le siamo scordate
siamo fatti così
siamo fatti male –
e c’era uno che moriva
e tutti in quel grande appartamento
lo andavano a trovare
entravano e uscivano
come per andare a salutarlo
o a sentire da lui le ultime parole –
sarei voluta entrare anche io
in quella stanza
ma c’era troppa gente
in quel corridoio
era come un muro di gente
che non mi faceva passare
e così io non vedevo
l’uomo che stava per morire –
tornavo allora indietro
nella stanza dove il sapiente
aveva parlato tanto bene
io avevo potuto sedermi
al tavolo dove lui parlava
“come fossi stata una di loro”
ma ora la stanza era vuota
e io avevo paura
che il sapiente non sarebbe tornato
e io non mi sarei seduta più
al tavolo dove lui parlava –
ne ero angosciata
mi dispiaceva
come se ancora una volta
dovessi rimettermi come sempre
in un nuovo solitario cammino

Paolo Ferrucci

Analyst and Writer

libroguerriero

se non brucia un po'... che libro è?

Traduco Canzoni.

Portiamo parole straniere ad orecchie italiane. Un album per ogni post. Qualsiasi genere, anche quelli che non vi piacciono. Tradotti bene eh, mica con Google Translate. Per cercarle c'è un bel link là sopra, che qua non mi fa mettere una ceppa.

Antonio Russo De Vivo

Editor & Consulente editoriale.

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La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

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